Interpretare una canzone, raccontare un’emozione — Intervista a Rita Forte
La voce di questa intervista
Rita Forte
- Professione
- Cantante e pianista
- Provenienza geografica
- Terracina, Lazio, Italia
Rita Forte, cantante e pianista, è al centro di questa conversazione sul tema: interpretare una canzone, raccontare un’emozione. Il dialogo ripercorre esperienze, scelte e riflessioni emerse nel corso dell’intervista, lasciando spazio alla voce dell’ospite.
La musica e le parole
Come ti sei avvicinata al mondo della musica e come hai capito che la musica diventasse il tuo lavoro?
Forte: Innanzitutto grazie a te Mariateresa per avermi interpellato ieri sera a fine concerto, sei una bellissima persona. Allora ho iniziato da piccolina, ho dimostrato subito di avere una propensione per la musica, all’età di 5 anni; sono stati i miei genitori a mandarmi alle lezioni di pianoforte da lì è nato tutto e non l’ho mai abbandonata

Hai interpretato tanti stili musicali dalla musica pop, jazz, soul, R&B;, blues, musica dance fino alla canzone partenopea ( canzone napoletana). Qual è il genere musicale che preferisci?
Forte: La musica mi piace tutta! Quando una canzone o un brano mi emoziona indipendentemente dal genere, quello per me è la cosa più importante. Quindi l’emozione che la musica mi trasmette, ripeto, indipendentemente da qualsiasi genere. La musica partenopea o napoletana mi trasmette grandi emozioni. Ti ripeto Mariateresa l’emozione è la cosa principale per quanto si fa arte musica soprattutto
La partecipazione al Festival di Sanremo nel 1991 con ” È soltanto una canzone” e nel 1992 con “Non è colpa di nessuno”, cosa ha rappresentato nella tua carriera artistica?
Forte: Per ogni artista, come me, Sanremo rappresenta una grande emozione ed è un punto importante, sembra un punto di arrivo, ma in realtà non si arriva mai da nessuna parte non si finisce ( come disse il grande Eduardo de Filippo) gli “esami non finiscono mai”. È una vetrina importante, la più importante che abbiamo in Italia, per quanto riguarda la musica leggera il Festival di Sanremo; mi auguro che duri a lungo e in eterno.
È una grande emozione ed ecco una tappa importante, una delle tante tappe per un artista, per una persona che canta, che fa musica e che si vuole esprimere
“La musica partenopea o napoletana mi trasmette grandi emozioni”
Tu hai partecipato al programma televisivo “Tale Quale Show”, dove hai rappresentato un valore aggiunto con le tue performance. Quali sono le difficoltà più grandi che hai dovuto per raggiungere lo straordinario risultato conseguito, come in particolare l’imitazione della grande Mina e anche dell’imitazione di Liza Minelli?
Forte: Le difficoltà sono tantissime, perché quando uno non è imitatore non ha una tecnica e non sa dove andare ad appoggiarsi ed è difficilissimo, soprattutto quando uno è un cantante con una personalità, con un timbro di voce, quindi dover modificare, insomma è molto difficile. Quindi tutti noi che stiamo lì e che partecipiamo ci affidiamo ai vari coach -(nel mio caso sono stati Maria Grazia Fontana ed Emanuela Aureli)-, loro ti indicano e ti danno la chiave poi tutto il resto è tuo. La difficoltà è enorme!
Il percorso e le idee
A Sanremo abbiamo visto giovani provenienti dai vari talent show. Secondo Rita Forte, questi talent show sono una scatola di conformismo oppure sono un percorso per incitare giovani artisti ad arrivare all’apice del successo? Che cosa è per Rita Forte il “talento”?
Forte: Ah Beh! Il talento è una dote innata o ce l’hai o non ce l’hai! Quindi non c’è nessuna scuola e nessun tipo di studio che possa far diventare talentuoso. Se ce l’hai il talento, puoi andare a scuola per perfezionarti ed è fondamentale perché senza lo studio il talento da solo va bene ma, insomma, è giusto studiare studiarci su per il talento e per consolidarlo.
Per quanto riguarda il talent, i talent sono la trasmissione del momento, ci sono delle mode giustamente delle varie epoche storiche della vita in tutti i settori; adesso, invece, è il periodo dei talent i quali sono programmi, dal punto di vista televisivo, che rispondono ad un grande successo e funzionano e che dal punto di vista pubblicitario, come hai detto tu giustamente, di ascolto e bene che esistano.
Ed è un modo per i giovani di farsi conoscere; in passato c’era Castrocaro e c’erano le case discografiche dove si facevano i provini al “buio”, nel senso che un artista fa il provino non davanti alla macchina da presa ma c’erano altri modi per potersi esprimere; adesso ci sono questi programmi televisivi di grande successo, ma l’unica cosa è che i giovani sono tantissimi; chi viene fuori “UNO SU MILLE” ( successo di Gianni Morandi), una persona che emerge deve avere i piedi ben saldati per terra perché con questi talent possono avere dei immediati straordinari successi e anche di tuffi nel giro di pochi anni.
Quindi bisogna avere una famiglia, secondo me, perché sono ragazzi giovani, un’amica che ti sostiene, e rimanere sempre con i piedi per terra perché poi ti ritrovi di punto in bianco ( all’improvviso) all’apice del successo senza aver fatto una giusta e adeguata “preparazione”, la quale serve a tutti serve ed è servita ai grandi attori e ai grandi artisti, perché esiste l’arte, il mondo e la gavetta ti da quel spessore ti da quell’esperienza che non puoi avere diversamente.
Sembra una cattiva parola, ma insomma è esperienza e senza l’esperienza non vai da nessuna parte quello è il pericolo
Nel talent The Voice of Italy abbiamo assistito alla vittoria di Suor Cristina, una suora di Palermo che si è presentata alle Blind Audition con la cover di Alicia Keys “No One” ed è entrata nel gruppo di J-AX ed ha vinto. Con la vittoria di Suor Cristina la musica può unirsi ad un atteggiamento fideistico e nello stesso tempo può trasmettere messaggi di speranza?
Forte: Ti ripeto quello che ho detto prima, la musica porta emozione. Se è una suora che porta emozioni o se è un ragazzo giovane o comune non ha importanza; l’importante che la musica trasmette emozioni positive se Suor Cristina l’ha trasmesso è stata molto brava
“Ti ripeto Mariateresa l’emozione è la cosa principale per quanto si fa arte e musica sopratutto”
Sei stata scoperta dal grande maestro Luciano Rispoli nella trasmissione “Tappeto Volante” in onda su Tele Montecarlo ( attuale La 7). Che ricordi hai di quell’esperienza del “Tappeto Volante” e che insegnamento artistico e di vita ti ha dato Luciano Rispoli?
Forte: ” Ho dei ricordi straordinari. Infatti non potrò mai dimenticare. Luciano Rispoli ( come lo chiamo io zio Luciano) è stato lui a lanciarmi e mi ha dato la possibilità di realizzare un sogno e mi ha insegnato tanto. Mi ha insegnato veramente tanto, l’umiltà nel fare questo lavoro, la semplicità e mi ha dato questa grande possibilità; probabilmente lui abbia capito che in me c’è quel talento che abbiamo parlato prima e quindi non posso non dimenticare. Quindi è stato il mio pigmalione, ed ho detto tutto”.
Quali sono i modelli a cui ti sei ispirata per diventare una grande artista?
Forte: Ho cercato di essere me stessa e non imitare nessuno perché l’imitazione è una brutta copia dell’originale comunque. Ascoltavo molta musica; quando ero bambina ascoltai Mina e Barbara Streisand ed ho cercato di cantare il loro modo, di cantare, di esprimersi e di cercare di avere la tecnica. Ho chiuso gli occhi ed ho cercato di essere me stessa
Ispirazioni e riferimenti
Qual è la colonna sonora del tuo percorso di vita e professionale?
Forte: Ce ne sono tante. Sono nata negli anni Sessanta e quindi non c’è una colonna sonora particolare. Ieri sera ( 13 agosto concerto a Roccaraso che ho fatto e che tu hai visto e ti sono grata) ho cantato “Io che non vivo” un capolavoro di Pino Donaggio degli anni Sessanta. Come ho detto ieri sera e come dico sempre nei miei concerti io sono fortunata perché ho più di una colonna sonora e sono molte canzoni che hanno segnato la mia vita
Chi vorresti ringraziare del tuo percorso personale professionale? Quali saranno i tuoi progetti futuri?
Forte: ” Mia madre Luciano Rispoli che mi hanno insegnato a fare musica e sono stati i miei pigmalioni e poi tutte quelle persone che ho incontrato ed ho tanto imparato da loro nel mio percorso artistico. Non ho progetti futuri però in questo momento mi sto dedicando al teatro e so che tu studi teatro e auguro anche a te di raggiungere quel talento di cui ho parlato prima. E ringrazio anche a te per questa bellissima intervista”.
