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La musica che accompagna lo spettacolo — Intervista a Marcello Cirillo

La voce di questa intervista

Marcello Cirillo

Professione
Cantante e conduttore televisivo
Provenienza geografica
Caulonia, Calabria, Italia

Marcello Cirillo, cantante e conduttore televisivo, è al centro di questa conversazione sul tema: la musica che accompagna lo spettacolo. Il dialogo ripercorre esperienze, scelte e riflessioni emerse nel corso dell’intervista, lasciando spazio alla voce dell’ospite.

Quando è iniziata la tua carriera artistica e che cosa rappresenta per te la musica?

Cirillo: Io ho cominciato la mia carriera artistica alla fine degli anni mitici ’70 lavorando nelle varie produzioni discografiche della famosa casa discografica RCA e poi nel pianobar cercando di imparare, con duro lavoro e con sacrificio serale, il mestiere! Beh la musica per me rappresenta la vita in tutti sensi la vita sia spirituale sia materiale! Io vivo di musica e sono grato alla musica e mi ha dato la possibilità di credere nei valori positivi e la ringrazio per avermi educato l’anima!

Marcello Cirillo
Marcello Cirillo · ritratto dall’archivio di Voci dell’Arte

Per molti anni hai formato con Antonio il duo Antonio-Marcello. Quale influenza hanno avuto duo e gruppi musicali sul pubblico italiano, dai più giovani agli adulti?

Cirillo: Ma credo che parlare di insegnamenti sia troppo essere boy band o un duo come noi insegna innanzitutto un’altra tecnica vocale. Un modo di cantare diverso è una forma anti/egoismo perché devi cercare di fare un passo indietro quando il momento di unirti cercando di sommare la tua A con il tuo partner o con la tua band. Infatti consiglia a miei allievi della mia scuola “La bottega del suono” di fare esperienza corale di musica d’insieme perché insegna molto ed è una metafora della vita

“Sicuramente tutti questi mondi la radio, la televisione, il cinema e il teatro vivrebbero male senza la musica”

In Italia stanno spopolando i cosiddetti talent show ( da X-Factor, The Voice ad Amici). Secondo te questi talent show sono una scatola di conformismo oppure possono essere una materia di insegnamento per giovani artisti che vogliono diventare una star?

Cirillo: I talent sono un’arma a doppio taglio ti danno una grande visibilità; ma secondo me troppo presto manca tutta la parte della militanza dell’esperienza che ti porta ad avere la certezza di sapere fare un lavoro; mentre nei talent pagando l’umiliazione a volte scopri se sei capace di fare questo lavoro ed il rischio che i ragazzi vengano traditi nel loro sogno non momento di grande fragilità, quindi potrebbe portare a loro ad avere un’esistenza d’un futuro difficile

Nel talent “The Voice” abbiamo assistito alla presenza ed alla vittoria di Suor Cristina: secondo te la musica può unirsi ad un atteggiamento fideistico ( di fede) e, contemporaneamente, può trasmettere messaggi evangelici?

Cirillo: “Chi canta e prega due volte” come sostiene Sant’Agostino. E Suor Cristina ha saputo, in maniera semplice ma molto professionale, mandare un messaggio ai giovani molto bello di gioia nel fare una cosa che ami. Io ogni anno sono autore regista, insieme al mio collega Demo Morselli, di uno spettacolo gospel e trovo proprio questa grande spiritualità all’interno di una melodia come una canzone possa arrivare un messaggio: “Aprire la mente, riscaldare il cuore Suggerire dei ragionamenti”

“Infatti consiglia a miei allievi della mia scuola “La bottega del suono” di fare esperienza corale di musica d’insieme perché insegna molto ed è una metafora della vita”

Nella tua esperienza a “I fatti vostri”, insieme a Giancarlo Magalli e Adriana Volpe, quale legame hai osservato tra musica, televisione, radio, cinema e teatro?

Cirillo: Sicuramente tutti questi mondi la radio, la televisione, il cinema e il teatro vivrebbero male senza la musica. Immagino film senza colonna sonora. Quindi io direi che la musica è il collante di queste arti che con la sua magia è riuscita ad esaltare, a sottolineare ad indicare un’emozione!

Quali sono i tuoi progetti e chi desideri ringraziare per il tuo percorso personale e professionale?

Cirillo: Io ringrazio a tutte quelle persone che hanno creduto in me che mi hanno dato la possibilità di essere me stesso e anche tutte le persone che mi hanno fatto del male perché dalla sofferenza a volte provato la sensazione della rinascita e della ricostruzione

Concludo questa mia intervista accennando una risposta che mi ha dato il nostro artista “Chi canta e prega due volte”. Io credo che la musica non è solo quella che noi ascoltiamo e vediamo i soliti video clip, la musica è quello che dentro di noi. È la nostra migliore amica. È il nostro diario segreto. Se stiamo giù, se siamo tristi o se vogliamo togliere la malinconia c’è la musica che ci fa vivere ogni giorno.

Io credo che molti artisti, come il nostro Marcello Cirillo, siano grati alla musica perché loro la vivano e, soprattutto, sono gli allievi della materia prima che li fa diventare cantanti.

Intervista di Mariateresa L’Abbate
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