La vita dentro le canzoni — Intervista a Davide De Marinis
La voce di questa intervista
Davide De Marinis
- Professione
- Cantautore
- Provenienza geografica
- Milano, Lombardia, Italia
Davide De Marinis, cantautore, è al centro di questa conversazione sul tema: la vita dentro le canzoni. Il dialogo ripercorre esperienze, scelte e riflessioni emerse nel corso dell’intervista, lasciando spazio alla voce dell’ospite.
Gli inizi e la passione
Com’è cambiata la tua vita dopo il successo di “Troppo bella” e quando hai incominciato la tua strada verso il mondo della musica cantautoriale? È stata una scelta passionale o casuale? Quanto conta per te il testo di una canzone?
Marinis: [DA VERIFICARE] Risposta non presente nel testo disponibile.

Una delle canzoni che ho amato del tuo percorso artistico è “ Chiedi quello che vuoi”. Ti cito alcune tue strofe: “Fare castelli in aria e sognare\Lasciami fare lasciami\ Disegnare la mia vita insieme a te”. Se tornassi indietro, come vorresti “disegnare la tua vita” insieme alla musica?
Marinis: Sono molto legato a Chiedi quello che vuoi; mi ricorda San Remo, in genere ho e non ho rimpianti… Boh sono complesso… comunque la mia vita l’ho sempre sentita musicale, senza scrivere canzoni morirei. Ma avrei voluto partecipare a qualche San Remo in più… Non mi arrendo, mai!!!
Quando scrivi le tue canzoni, le redigi in un momento particolare della tua vita oppure le scrivi pensando a qualcosa che è capitato nel mondo (come la lotta contro la violenza sulle donne, sui bambini, sugli anziani e altro)?
Marinis: Se sono libero da pensieri particolari vado e scrivo a ruota libera; se invece ho un tema cerco di seguirlo… in genere non ho schemi.
“Sono molto legato a Chiedi quello che vuoi; mi ricorda San Remo, in genere ho e non ho rimpianti… Boh sono complesso… comunque la mia vita l’ho sempre sentita musicale, senza scrivere canzoni morirei”
Hai raccontato nei tuoi testi l’amore, la bellezza e la felicità in chiave pop e divertente. Quanto sono importanti questi valori nei tuoi testi?
Marinis: Importantissimi: sono il senso della vita. Bisogna essere sempre propositivi, amare ed essere anche autoironici, per essere felici. La felicità è anche una scelta.
Gli inizi e la passione
Quest’anno è particolare perché stiamo attraversando un momento difficile: tu hai scritto un singolo che si intitola “Andrà tutto bene\\ io resto a casa”. Come è avviata questa tua iniziativa coinvolgendo i tuoi colleghi? Pensi che la musica (dato che è “universale”) possa aiutare la società ad agire in modo energico e positivo in questo lungo periodo difficile?
Marinis: La musica aiuta sempre! Andrà tutto bene nasce a inizio quarantena, i primi giorni di Marzo. È nata come un messaggio sociale, “Io resto a casa, restaci anche tu e così andrà tutto bene”.
Poi ho coinvolto insieme al mio ufficio stampa Mauro Caldera e al mio manager Pasquale Mammaro e Francesco Vidoni tanti amici artisti, per l’esattezza 70 e abbiamo fatto un video tutti insieme. Poi è venuta la decisione di destinare il ricavato del progetto all’ospedale Dono Svizzero di Formia per donare 2 umidificatori respiratori polmonari per il reparto di neonatologia e pediatria.
Con il Patrocinio della Nazionale Italiana Cantanti e alla Onlus Teniamoci per mano.
Questo progetto di solidarietà è la prova che la musica può fare tanto.
Tu hai partecipato al programma “Tale quale show”: quali sono le asperità che hai affrontato durante questo bellissimo percorso raggiungendo ottimi risultati, come l’imitazione di Vasco Rossi?
Marinis: Tale Quale Show l’ho vissuto bene; mi sono divertito tantissimo ed è una vera e propria esperienza di vita. Ho studiato tanto ogni personaggio. Quello che ho temuto e sofferto di più, soprattutto nel trovare la voce più simile giusta è stato j Ax.
“Ma avrei voluto partecipare a qualche San Remo in più… Non mi arrendo, mai!!!”
Quali sono i modelli a cui ti sei ispirato per diventare un cantautore?
Marinis: Ho avuto tanti artisti come punto di riferimento e ho ascoltato tanta musica, come è giusto che sia, ma soprattutto del cantautorato Italiano, direi tutto!
Qual è la colonna sonora del tuo percorso personale professionale?
Marinis: Non ne ho una: sono multi colonne sonore!
Il presente e i progetti
Chi vorresti ringraziare per il tuo percorso personale professionale? Quali saranno i tuoi progetti futuri?
Marinis: Dio e i miei genitori che mi hanno mandato a studiare chitarra classica da bambino; mia nonna di Pozzuoli che da bimbo mi cantava le canzoni in napoletano e tante persone che mi hanno aiutato e mi aiutano tutti i giorni. Non si finisce mai di ringraziare ed è giusto così: da soli non si fa nulla.
Non faccio molti progetti futuri, però ti dico canzoni, live tour e TV, anche se mi piace vivere un giorno alla volta. Non vedo l’ora di andare all’ospedale Dono Svizzero di Formia a consegnare gli umidificatori respiratori per i bambini.
Concludo questa intervista accennando una delle risposte date dal nostro cantautore milanese: “Importantissimi: sono il senso della vita. Bisogna essere sempre propositivi, amare ed essere anche autoironici, per essere felici. La felicità è anche una scelta.” Aggiungo che la musica è un vero contenitore di tutti i sentimenti che abbiamo e che vorremo esternare a noi stessi e agli altri.
Credo che Davide De Marini, come Lucio Battisti, ha saputo raccontare la bellezza dei sentimenti in modo pulito, elegante, commovente e, anche, allegri.
