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Approfondimento

Storie della televisione: la rubrica settimanale di Pippo Baudo nel programma televisivo “I fatti vostri”

STORIE DELLA TELEVISIONE: LA RUBRICA SETTIMANALE DI PIPPO BAUDO NEL PROGRAMMA TELEVISIVO “I FATTI VOSTRI”
STORIE DELLA TELEVISIONE: LA RUBRICA SETTIMANALE DI PIPPO BAUDO NEL PROGRAMMA TELEVISIVO “I FATTI VOSTRI” · archivio di Voci dell’Arte. Credito fotografico da verificare.

Il grande maestro e presentatore della televisione italiana Pippo Baudo, ogni mercoledì, a mezzogiorno,su Rai 2, all’interno della trasmissione televisiva “I Fatti Vostri”, tiene una rubrica molto interessante per noi giovani, come me, che vogliono intraprendere la carriera artistica nel mondo dello spettacolo e del cinema, chiamata “Storie della televisione”.

Nella prima puntata, tenutasi mercoledì 19/10/2016, Pippo Baudo, assieme a Giancarlo Magalli, ha iniziato a descrivere l’origine della televisione.

“La televisione nasceva il 6 gennaio del 1954, sulla panoramica della torre della Rai in Corso Sempione a Milano, con la sinfonia di Guglielmo Otelli. La prima trasmissione è stata “La bottega del caffé” – ha aggiunto Baudo- tratto dalla commedia di Goldoni e poi arrivava il grande dirigente della Rai Filiberto Guala, il quale dettava regole su alcuni vocaboli proibiti da essere usati ( no parto, no verginità, no alcova,no pollo e no membro).

Inoltre Baudo ha spiegato la nascita dei varietà, sostenendo che i cosiddetti “varietà sono nati all’estero e dobbiamo ringraziare registi stranieri che ci hanno importato il varietà dall’estero” . “Prendiamo in esame il varietà famosissimo di “Canzonissima”. La sigla di Canzonissima del 1968 “ZUM ZUM ZUM” è stata interpretata da grandi artisti italiani, anzi 100 cantanti. L’accezione Zum designava l’attrezzo tecnico della telecamera, ed ogni volta il cameran doveva aspettare che il regista staccasse la cinepresa e cambiava l’obiettivo. Le telecamere, in passato, avevano tre obiettivi: 1) il piano totale, 2) il piano americano ( che ha lo scopo di tagliare le gambe) e 3) primissimo piano.”

Baudo ha poi continuato dicendo che lo “zum o zoom arrivava dall’estero e che aveva avuto, ancora tutt’ora nel mondo del cinema, un pregio, ossia quello di trasformare l’obiettivo della telecamera e di avvicina e di allontanare e di zoomare verso il soggetto del quadrale” .

Invito a tutti di seguire il format “Storie della televisione” perché ci servirà a tutti di imparare la nascita di un mezzo di comunicazione utile ed importante.

Alla prossima puntata!!!

Di Mariateresa L’Abbate
Versum Design
Note editoriali
  • Testo classificato come approfondimento, distinto dalle interviste.
  • Conservati il testo e il tono originali; rimossi corsivi e grassetti estesi, con paragrafi resi più leggibili.
  • Nessuna frase aggiunta o ricostruita come dichiarazione dell’artista.
  • Le date biografiche non confermate sono state omesse.

Punti da verificare

  • 2 citazioni presenti nel testo originale senza una fonte puntuale verificata.