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Scrivere la televisione — Intervista a Stefano Jurgens

La voce di questa intervista

Stefano Jurgens

Professione
Autore televisivo, paroliere e umorista
Provenienza geografica
Roma, Lazio, Italia

Stefano Jurgens, autore televisivo, paroliere e umorista, è al centro di questa conversazione sul tema: scrivere la televisione. Il dialogo ripercorre esperienze, scelte e riflessioni emerse nel corso dell’intervista, lasciando spazio alla voce dell’ospite.

Il cinema e le sue storie

La maggior parte degli scritti finora dediti alla televisione ha quasi sempre privilegiato gli aspetti amministrativi, economici, istituzionali: serrate analisi su partiti al potere, stringenti interrogatori sui “modi produzione”, minuziosi atti d’accusa sul ruolo della programmazione. Testi interessanti, documentati, ben argomentati ma prigionieri di un oblio: i programmi. Si può scrivere una Storia della Letteratura senza parlare? E una storia del Cinema senza film? Ebbene, in Italia si ha come la sensazione che in molti abbiano voluto offrirci una ricostruzione dei fatti televisivi all’impedimento dell’astratto, se non dell’ideologia.

Jurgens: Chi ha il compito di “ancorare” le trasmissioni televisive analizzandone le forme della televisione di intrecciare la programmazione con un quadro storico dei mutamenti che lo sviluppo della televisione ha recato nella vita sociale, è stato l’AUTORE TELEVISIVO. L’autore televisivo è colui che organizza e redige i programmi televisivi analizzandone gli elementi e le forme di un testo televisivo.

Oggi parleremo del ruolo dell’autore televisivo con un ospite molto importante: Stefano Jurgens, grande autore di molti programmi, dal “Il pranzo è servito”, alla “ Corrida”, da “Ciao Darwin” a “Chi ha incastrato Peter Pan, da “Domenica In” all’”Eredità” fino ad arrivare al grande quiz targato Mediaset “Avanti un altro!”.

Stefano Jurgens
Stefano Jurgens · ritratto dall’archivio di Voci dell’Arte

Come è iniziata la sua carriera artistica? Cosa è stato per lei il mondo della televisione?

Jurgens: Innanzitutto un saluto ai lettori di Maxima Notizie. Volete sapere come è iniziata la mia carriera artistica! Il mondo della televisione è il mio mondo. Ci lavoro da 23 anni ed è come una seconda famiglia. I miei colleghi e collaboratori che a volte cambiano, ma senza dubbio si conosce un po’ tutti e praticamente la televisione è la mia seconda casa

Sappiamo tutti che è stato un grandissimo autore di molti programmi televisivi, come “Ciao Darwin”, “ Chi ha incastrato Peter Pan”, “ Il pranzo è servito”, “La Corrida”, “L’Eredità”, “Domenica In” fino ad arrivare al quiz televisivi targato Mediaset “Avanti un altro!”. Vogliamo sapere, tra tutti questi programmi e altri ancora, Qual è quello che gli è rimasto nel cuore?

Jurgens: “Non c’e, in oltre trent’anni di carriera, soltanto un programma che mi è rimasto nel cuore diciamo che sono molto affezionato al Pranzo è Servito

Primo programma quotidiano di Canale cinque nella fascia della mattina scritto con Corrado Mantoni e altri. e da lui condotto per molti anni.

Sono affezionato anche Alla Corrida, A Tira e Molla, Ad Avanti Un Altro, a Ciao Darwin…ciascuno di questi programmi mi riportano alla mente momenti particolari della mia vita

“Ci lavoro da 23 anni ed è come una seconda famiglia”

Che differenza c’è tra un autore televisivo e un autore teatrale? Quali sono gli elementi che li accomunano?

Jurgens: “Per scrivere un programma televisivo, un format, prima di idearlo occorre tener presente alcuni elementi forse un po’ condizionanti, come ad esempio

La rete su cui andrà in onda, il target di riferimento, le peculiarità di chi conduce ecc…Ogni rete si rivolge ad un pubblico diverso e va tenuto presente, oltre al budget che c’è a disposizione naturalmente.

Scrivere per il teatro è diverso..si può ideare una nuova commedia o adattarne una vecchia già di successo, non ci sono limitazioni per quanto riguarda il pubblico poiché lo spettatore teatrale è di ogni età…a meno che non si scriva un qualcosa per giovani comici e allora sai quale deve essere il tono giovanile di scrittura..dette in breve queste sono le differenze.

La voce e lo spettacolo

Come sono evoluti i programmi televisivi di ieri e di oggi nel corso degli anni e nello stesso tempo anche la televisione?

Jurgens: Io dico soltanto che i programmi televisivi di ieri e di oggi non sono evoluti ma sono “involuti”; nel senso che la televisione di una volta come possiamo vedere che fanno rivedere attraverso balletti, spettacoli, scene etc.. Io credo che la televisione di oggi è una televisione fatta “a risparmio”, una televisione fatta di gente che parla senza essere autorizzata a parlare, cioè a parlare in televisione a saper comunicare in un certo modo. Fatta di talk show e di politici che litigano e reality etc..

Poi qualche volta c’è un programma che viene pensato e scritto ed è questo il ruolo dell’autore che deve pensare deve scrivere. Quindi non c’è stata una grande evoluzione. Oggi si fanno questi programmi concorrenza, si lavora, purtroppo, in un format stranieri e non si capisce perché dobbiamo andare a prendere i format stranieri, quando noi siamo pieni e la creatività italiana è ricca di autori che possono scrivere un format italiano.

Quindi ma ci sono queste società che vedano un programma all’estero e che funziona e che pensano di riportarlo in Italia abbiano lo stesso successo. Ma non è così perché i gusti sono diversi e gli adattamenti sono diversi

Senta maestro, oltre ad essere un grande autore televisivo, è stato anche un grande paroliere. Ricordiamo tutti che ha scritto molte canzoni per illustrissimi artisti come Patty Pravo, Gianni Morandi e Rita Pavone. Quando scrive le sue canzoni le redige in un momento particolare della sua vita oppure le scrive pensando a quello che accadrà nel mondo?

Jurgens: Ma guardi, quando scrivo le canzoni non vado in una baita in Svizzera ad isolarmi. Scrivo una canzone mettendo in gioco i miei sentimenti e le ispirazioni che mi dà la musica. Non si può scrivere una canzone a prescindere senza sapere chi la canta, per esempio un giovane canta un testo di un certo tipo o una persona di mezza età canta un altro tipo, un uomo o una donna in un altro tipo.

Ci sono molte varianti anche lì e perciò bisogna attenersi e stare dentro a queste “rotaie” e liberare la creatività e la sensibilità musicale

“Sono affezionato anche Alla Corrida, A Tira e Molla, Ad Avanti Un Altro, a Ciao Darwin…ciascuno di questi programmi mi riportano alla mente momenti particolari della mia vita”

È arduo fare due lavori separatamente, cioè paroliere ed essere nello stesso tempo autore televisivo?

Jurgens: Non è difficile! Però una cosa assorbe l’altra. Per esempio quando ho incominciato facevo molte canzoni perché si vendeva molta musica e facevo solo quello. Poi quando mi ha chiamato la televisione sono stato assorbito dalla televisione. Però fare due lavori contemporaneamente cioè scrivere una canzone fare un programma non è difficile assolutamente

Essere un autore televisivo è uguale ad essere uno sceneggiatore di un’opera teatrale cinematografica? Mi spiego meglio, un autore televisivo ha le medesime finalità di uno sceneggiatore di un’opera teatrale cinematografica?

Jurgens: No non è uguale. La base è sempre la stessa, però ci sono molte diversità: scrivere una sceneggiatura è differente per un film o per una fiction ed è diverso perché devi immaginare le scene che devono essere scene gradibili e possibili da girare. Purtroppo bisogna un po’ limitare la fantasia; non bisogna immaginare di portare in un film di usare 20 aerei, 4 elicotteri e 10 navi.

Bisogna contenersi un pochettino, poi c’è tutto un sistema di scrivere; alcune delle sceneggiature scrivevano un po’ meno, ancora oggi, i movimenti delle macchine da cinepresa e delle inquadrature; conoscere le inquadrature ed il nome delle inquadrature via eccetera. Per cui questo non viene richiesto nella scrittura televisiva in quanto è il regista che decide il punto di vista della ripresa

8) “Quali sono gli obbiettivi ( gli scopi/ le finalità) per diventare un autore televisivo e per scrivere un testo televisivo e realizzare un programma”

Un elemento fondamentale per realizzare un programma è che il programma deve essere commissionato. Difficilmente tu hai l’idea di proporre rispetto a farlo. Le reti televisivi hanno dei boom di ascolto dei palinsesti che devono riempire i programmi televisivi che possono essere sia quotidiani o sia fiction o sia varietà; e quindi sono questi palinsesti che ti commissionano un lavoro e in baso a ciò che ti commissionano tu devi pensare

Il presente e i progetti

Quali saranno i suoi progetti futuri? Chi vorreste ringraziare per il suo percorso personale professionale?

Jurgens: Attualmente lavoro con Paolo Bonolis e riprenderemo a marzo la nuova edizione di “Ciao Darwin” e sto lavorando con lui e con Luca Laurenti. Vorrei ringraziare, innanzitutto, mio padre che dall’alto mi ha fatto incontrare persone che mi hanno guidato in questo lavoro.

Vorrei ringraziare tutte le persone gli autori importanti di una volta con cui ho lavorato e collaborato e dai quali ho rubato qualcosa cercando di imparare poi devo ringraziare la buona sorte la mia testa che ogni tanto mi sa indicare le nuove ispirazioni

Concludo questa mia intervista accennando una risposta del nostro autore “Per scrivere un programma televisivo, un format, prima di idearlo occorre tener presente alcuni elementi forse un po’ condizionanti, come ad esempio

La rete su cui andrà in onda, il target di riferimento, le peculiarità di chi conduce ecc…Ogni rete si rivolge ad un pubblico diverso e va tenuto presente, oltre al budget che c’è a disposizione naturalmente”. A questa affermazione del nostro Stefano Jurgens, l’autore televisivo deve avere le redini per scrivere analizzare un testo televisivo con lo scopo di realizzare un programma. L’autore televisivo non è l’autore di un’opera teatrale o cinematografico, ma è il motore del programma televisivo.

L’autore televisivo deve avere la capacità di pensare di mettere in pratica un programma, scegliere quale format deve andare in onda, selezionare il presentatore per condurre quel programma e interagire con il pubblico. Concludo dicendo che la televisione senza il suo autore non può più funzionare!

Intervista di Mariateresa L’Abbate
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