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Il cinema e il lavoro dell’attore — Intervista a Samuele Sbrighi

La voce di questa intervista

Samuele Sbrighi

Professione
Attore e regista
Provenienza geografica
Santarcangelo di Romagna, Emilia-Romagna, Italia

Samuele Sbrighi, attore e regista, è al centro di questa conversazione sul tema: il cinema e il lavoro dell’attore. Il dialogo ripercorre esperienze, scelte e riflessioni emerse nel corso dell’intervista, lasciando spazio alla voce dell’ospite.

Il cinema e le sue storie

Quando hai incominciato il tuo percorso verso il mondo della recitazione? Cosa è stato per te il cinema e il teatro?

Sbrighi: “Innanzitutto grazie a te Mariateresa che sei una ragazza dolcissima. La mia prima esperienza la feci 4 anni fa nel film “Chiedo asilo” di M.Ferreri con il grande maestro Roberto Benigni. Da lì sognai sempre di fare questo e ho fatto in modo mediante la passione, studio e gavetta che il sogno diventasse realtà”.

Samuele Sbrighi
Samuele Sbrighi · ritratto dall’archivio di Voci dell’Arte

Tra tutti i personaggi che hai interpretato, Qual è quello che ti è rimasto nel cuore? Che cosa lo caratterizza?

Sbrighi: È sempre l’ultimo. Adesso nel cuore ho il personaggio che interpreterò nel film ” Tutto liscio” diretto da Igor Maltagliati a fianco di attori come Piero Maggio, Maria Grazia Cucinotta, Ivano Marescotti, Giuseppe Giacobazzi ecc.

Ti senti un attore comico o drammatico?

Sbrighi: Un attore credo debba lavorare per risultare credibile, qualunque ruolo interpreti

“Da lì sognai sempre di fare questo e ho fatto in modo mediante la passione, studio e gavetta che il sogno diventasse realtà”

Quanto conta il rapporto tra attore e drammaturgo? È una collaborazione sempre armoniosa oppure possono nascere divergenze?

Sbrighi: Una cosa non esclude l’altra; l’importante credo sia nel lavoro l’umiltà delle due parti nel poter accettare che ognuno possa dare un suo apporto unico ed originale rispettando la storia

Il percorso e le idee

Che differenza c’è tra “soap opera” e ” fiction”?

Sbrighi: “La “soap opera” nasce negli Stati Uniti come prodotto fruibile dalle casalinghe mentre lavorano i piatti ( per questo il nome “soap”) senza necessariamente guardare lo schermo, quindi comprensibile anche senza guardare immagini. La fiction è, invece, un film tv che può essere sviluppato in più puntate che ha un diverso linguaggio”.

Parliamo di cinema: Quando il regista ti offre la parte, ti addentri subito nel personaggio?

Sbrighi: “ Credo che prima di “addentare” in un personaggio, si debba comprendere la storia, l’esigenza, la psicologia, ecc.. è quindi un percorso diverso a seconda del tipo di personaggio che si racconta”.

“Un attore credo debba lavorare per risultare credibile, qualunque ruolo interpreti”

Calcare il palcoscenico è entusiasmante rispetto al ruolo di un personaggio cinematografico?

Sbrighi: Sono entrambi entusiasmanti

Come è evoluto il mondo del cinema durante il suo excursus?

Sbrighi: Il mondo del cinema si è evoluto così come la società e il modo di comunicare si sono evoluti. Di base rimane la capacità di suscitare emozioni e le stesse emozioni non mutano mai

Ispirazioni e riferimenti

Quali sono i modelli a cui ti sei ispirato per diventare un grande attore? Qual è la colonna sonora del tuo percorso personale professionale?

Sbrighi: La vita, le esperienze le persone conosciute durante il percorso sono tutte informazioni che influenzano la nostra sensibilità. Non c’è una colonna sonora in particolare, ma tanti generi a seconda dei momenti e dei periodi della vita

Chi vorresti ringraziare per il tuo percorso personale professionale? Quali saranno i tuoi progetti futuri?

Sbrighi: Vorrei ringraziare mia madre per avermi donato la sua sensibilità e in parte donatomi la sua infinita bontà, la mia insegnante Francesca de Sapio per avermi illuminato artisticamente per avermi tracciato un percorso e mia figlia Sole per aver trasformato il ragazzo che ero nell’uomo che sono e per avermi accesso la voglia di fare di sognare all’infinito.

Concludo questa intervista accennando una risposta data al nostro attore: ” Credo che prima di addentrare in un personaggio, si debba conoscere meglio le esperienze, la storia, la psicologia del personaggio che si vuole interpretare. È quindi un percorso diverso a seconda del tipo del personaggio che si racconta”.

Voglio aggiungere a questa risposta che l’attore o la maschera o il personaggio nel mondo del cinema, del teatro, della fiction e della soap opera è il motore del mondo della recitazione che, attraverso le varie tecniche della voce, della postura, della pantomima e di tutte quelle tecniche teatrali, ha trasformato il mondo artistico in una vera realtà sublime.

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