Abitare i personaggi, costruire le storie — Intervista a Massimiliano Vado
La voce di questa intervista
Massimiliano Vado
- Professione
- Attore e regista
- Provenienza geografica
- Savona, Liguria, Italia
Massimiliano Vado, attore e regista, è al centro di questa conversazione sul tema: abitare i personaggi, costruire le storie. Il dialogo ripercorre esperienze, scelte e riflessioni emerse nel corso dell’intervista, lasciando spazio alla voce dell’ospite.
Gli inizi e la passione
Quali sono stati i momenti significativi degli inizi della tua carriera artistica? È stata una scelta casuale o passionale di entrare a far parte del mondo del cinema e del teatro?
Vado: “Non è mai casuale, niente succede mai senza un motivo.
Facevo economia e commercio e vinsi la borsa di studio per la scuola del Teatro di Roma: un segno preciso per dirmi di abbandonare i numeri inutili e tornare a leggere Amleto.
I momenti significativi sono gli incontri: dai registi agli attori, dai produttori agli insegnanti. “

Teatro e cinema raccontano storie con strumenti diversi. Da regista teatrale, quale vicenda ti ha colpito e vorresti portare in scena?
Vado: “Le storie che sto mettendo in scena e quelle che ho ancora in testa sono esattamente quelle che volevo fare.
I progetti e i sogni non sono fatti per rimanere nel cassetto.
Tra tutti i personaggi che hai interpretato nella tua carriera Qual è quello che ti è rimasto nel cuore? che cosa lo caratterizza?
Vado: “Amleto, Giuseppe di Barve Ragazze, Jago nell’ Othello, Zeno di Centovetrine…
Potrei continuare per ore.
Sono sempre diversi, non c’è un punto in comune. è questo il bello di fare questo mestiere; altrimenti rimanevo a economia e commercio!
“Preferisco i lavori dove le cose sono scritte bene e i colleghi sono generosi; non conta che siano tv, cinema, radio o teatro”
Nella considerazione che sei un attore di cinema e teatrale, che tipo di recitazione hai riscontrato tra queste due realtà diverse quale preferisci?
Vado: “Il lavoro è lo stesso, cambia solo la qualità vocale.
Preferisco i lavori dove le cose sono scritte bene i colleghi sono generosi; non conta che siano tv, cinema, radio o teatro
Il cinema e le sue storie
So che hai studiato a New York in una prestigiosa accademia di recitazione. Che ricordi hai dei tuoi studi teatrali e cinematografici americani? Hai trovato differenze nel mondo del cinema e teatro italiano e quello americano?
Vado: “Ormai non c’è differenza tra la didattica americana e quella italiana. gli insegnanti si scambiano metodi e esperienze.
L’unico punto di distanza è che negli Stati Uniti gli attori già in carriera, o addirittura famosi, non si imbarazzano se vengono giudicati, all’interno delle strutture di allenamento, da colleghi più giovani.
Preferisci ruoli adatti alla tua persona o lontani dal tuo modo di essere?
Vado: Più sono lontani, più mi diverto.
Quali sono gli ingredienti giusti per mettere in scena un’opera teatrale?
Vado: Il testo, gli attori, i soldi. al resto penso io.
“Facevo economia e commercio e vinsi la borsa di studio per la scuola del Teatro di Roma: un segno preciso per dirmi di abbandonare i numeri inutili e tornare a leggere Amleto”
Che cosa ne pensi del futuro del cinema e del teatro?
Vado: “Auspico una rinascita; in fondo la scarsa concentrazione a cui ti costringono i social ha già esasperato gli animi.
L’arte ha sempre modo di risorgere.
Ispirazioni e riferimenti
Quali sono i modelli a cui ti sei ispirato per diventare un attore teatrale cinematografico e regista teatrale?
Vado: “Quanto tempo hai?
Renzo Ricci, Walter Matthau, Kermit dei Muppets, Garinei e Giovannini, Jack Lemmon, i film di Ettore Scola e quelli di Bertolucci, Bud Spencer, Dario Fo,.. ce ne sono centinaia
Qual è la colonna sonora del tuo percorso personale professionale?
Vado: Prince, non una canzone qualsiasi, ma tutte, senza eccezioni.
Chi vorresti ringraziare per il tuo percorso personale professionale? Quali saranno i tuoi progetti futuri?
Vado: “ Per il progetto per il futuro sarò in scena a Roma con lo spettacolo “Figlie di Eva”, con Michela Andreozzi, Maria Grazia Cucinotta e Vittoria Belvedere. Grazie anche a te Mariateresa e in bocca al lupo per tutto”.
