La voce tra radio e televisione — Intervista a Maurizio Modica
La voce di questa intervista
Maurizio Modica
- Professione
- Speaker, doppiatore e conduttore radiofonico
- Provenienza geografica
- Palermo, Sicilia, Italia
Maurizio Modica, speaker, doppiatore e conduttore radiofonico, è al centro di questa conversazione sul tema: la voce tra radio e televisione. Il dialogo ripercorre esperienze, scelte e riflessioni emerse nel corso dell’intervista, lasciando spazio alla voce dell’ospite.
Gli inizi e la passione
Come è iniziata la tua carriera artistica? Cosa è stato per te il mondo del doppiaggio e della radio?
Modica: Innanzitutto un saluto. Io ho incominciato con la radio e subito dopo con il mondo dello speaker e del doppiaggio negli anni ’90. Ho fatto molte cose interessanti nel doppiaggio televisivo e quindi dei programmi televisivi come voce fuori campo. E poi sarei ben lieto di tornare in radio perché mi interessa molto di ritornare in radio

È difficile interpretare due ruoli diversi essere un conduttore radiofonico e contemporaneamente un doppiatore?
Modica: No non è difficile, è importante che il linguaggio radiofonico deve essere molto semplice non impostato come nel doppiaggio e non speakeraggio pubblicitario. Sai se devo “salutare tutti gli ascoltatori!” con una voce un po’ impostata non va e non piace tanto
“Bhè il doppiatore cinematografico deve interpretare ruoli ben determinanti, mentre quello televisivo ha il ruolo della voce televisiva, di molti programmi e dei documentari”
Quanto conta la fonetica nel doppiaggio? In che modo lo studio dei suoni e della loro organizzazione contribuisce al lavoro sulla voce?
Modica: La fonetica è molto importante. Mi hai chiesto quali sono gli elementi fondamentali. Uno di questi può essere la buona dizione e, non solo, ma anche la buona respirazione
Tu sei un doppiatore televisivo, che differenza c’è tra un doppiatore televisivo e quello cinematografico?
Modica: Bhè il doppiatore cinematografico deve interpretare ruoli ben determinanti, mentre quello televisivo ha il ruolo della voce televisiva, di molti programmi e dei documentari. Ho fatto anche il doppiaggio, come doppiatore vero e proprio, ma soprattutto essere nell’area milanese non è facile dedicarsi, perché a Milano c’è poco doppiaggio. Il vero doppiaggio si pratica e si fa a Roma
La voce e lo spettacolo
Che cosa ti hanno insegnato i programmi televisivi “L’isola dei famosi” e “Dreams Road”?
Modica: ” Parliamo dell'”Isola dei famosi” un programma che faccio da 12 anni come speaker. Che cosa mi ha insegnato? Dunque mi ha insegnato a mettere in contatto con il mondo dello spettacolo, come è successo ad “X-Factor” o altri programmi che sono andati in onda in RAI ma anche in Mediaset.
Il rapporto, diciamo, più bello che ho avuto con i telespettatori e con i cantanti è stato quello di X-Factor, invece con l'”Isola dei Famosi” è stato quello di avere un rapporto con i concorrenti le cui storie sono veramente toccati, anche se si tratta di personaggi famosi del mondo dello spettacolo dietro le quinte, poi scopri che sono storie vere proprie con le loro problematiche con i loro sentimenti e le tribolazioni quotidiane.
Dreams Road, invece, è un programma di viaggi che in qualità di speaker lo realizzo da 15 anni. Bhé “Dreams Road” ti insegna tante cose, ti insegna a viaggiare a scoprire la cultura del viaggio. Grazie a Dreams Road io ho visitato tanti posti non solo in Europa, ma anche nel resto del mondo. “Dreams Road” è un programma ed è la massima espressione delle sue puntate, il massimo e il proprio con le puntate dedicate all’America.
O Dio, quest’ultima edizione ha registrato il picco di ascolto con la puntata dedicata alla Svizzera”.
“Sai se devo “salutare tutti gli ascoltatori!” con una voce un po’ impostata non va e non piace tanto”
Parliamo di radio. Qual è il rapporto tra un conduttore radiofonico e un radioascoltatore?
Modica: Il rapporto deve essere di empatia, se con il radioascoltatore tu non crei questo feeling non dai praticamente niente. È importante avere questo contatto diretto con il radioascoltatore. Ecco, per esempio, quando tu hai un ascoltatore in onda quasi lo prendi in giro non è bello all’orecchio per chi ti ascolta e soprattutto non è bello per l’interlocutore
Quale storia di un radioascoltatore ti ha colpito di più? C’è una persona che ricordi con particolare affetto?
Modica: Guarda ce ne sono tante di storie. Tieni presente che nell’ultima volta che io sotto radio non è che proprio recente, ma certe situazioni non le ricordo tutte però direi che ogni storia a sé comunque ce ne sono veramente tante che si potrebbero in questo momento unite, sicuramente qualcosa di toccante c’è.
Poi dipende dal tipo di programmi che si conducono, se sono programmi prettamente musicali o programmi d’intrattenimento dove tu interagisci con i radio ascoltatori, i quali possono anche ma non tutti programmi sono fatti così possono interagire raccontando le loro storie. Le storie più toccanti sono quelli che senti, quali programmi televisivi capita a tutti e a chiunque di ascoltare le storie che sono veramente commoventi
Ultima domanda, chi vorresti ringraziare per il tuo percorso artistico e quali sono i tuoi progetti futuri?
Modica: ” Anche in questo caso sono tante le persone che hanno collaborato con me all'”Isola dei famosi”, “X-Fator” e “Dreams Road” e a tutti quelli che hanno creduto in me in quello che ho sempre fatto”.
Concludo quest’intervista accennando una risposta data dal nostro ospite: “il doppiatore cinematografico deve avere ruoli determinanti, mentre il doppiatore televisivo ha il ruolo di raccontare i documentari e i programmi televisivi”. Inoltre, aggiungo, che, il doppiatore televisivo ha la capacità di far capire allo spettatore la realtà di una scatola che a volte può essere reale o fittizia.
