La voce, le parole e le emozioni — Intervista a Jolanda Granato
La voce di questa intervista
Jolanda Granato
- Professione
- Doppiatrice e conduttrice radiofonica
- Provenienza geografica
- Nocera Inferiore, Campania, Italia
Jolanda Granato, doppiatrice e conduttrice radiofonica, è al centro di questa conversazione sul tema: la voce, le parole e le emozioni. Il dialogo ripercorre esperienze, scelte e riflessioni emerse nel corso dell’intervista, lasciando spazio alla voce dell’ospite.
Gli inizi e la passione
Come è iniziata la tua carriera artistica e che cosa è stato per te il mondo del doppiaggio e della radio?
Granato: Fin da piccola avevo due sogni: fare la “giornalista alla radio” e “dare la voce ai cartoni animati”! Ho iniziato prestissimo a seguire crisi di recitazione di dizione intanto collaboravo con alcune emittenti locali in Campania come redattrice sportiva. Appena compiuti i 18 anni mi sono trasferita a Milano e ho fatto uno stage a radio 101. Finito lo stage ho cominciato a farmi sentire in giro e a mandare miei provini.
Dopo qualche anno di ulteriore gavetta in redazioni locali ho iniziato un periodo di prova a Rtl! Prova che dopo un anno si è concretizzata in un contratto da giornalista praticante in seguito professionista. Nel frattempo seguivo un corso di doppiaggio e iniziavo a seguire i turni dei colleghi per imparare! Ho costruito parallelamente due carriere che mi hanno dato grandi soddisfazioni. Ho la fortuna di lavorare in settori che amo.
Lavori che ho ottenuto con anni di pratica e sacrifici, ma fare ciò che ti piace è impagabile

È difficile interpretare due ruoli diversi: essere una doppiatrice poi, nello stesso tempo, una conduttrice radiofonica?
Granato: In realtà sono due ruoli abbastanza complementare. Per entrambi bisogna veicolare emozioni attraverso la voce. In radio parli agli ascoltatori, nel doppiaggio dai voce anima a degli attori che hanno studiato a lungo per interpretare quel ruolo. L’emozione la partecipazione sono necessarie per entrambi i lavori. E poi personalmente amo stare “dietro le quinte”
“L’emozione e la partecipazione sono necessarie per entrambi i lavori”
La fonetica è la scienza che studia l’origine del suono della parola chiamato fono e la fonologia è la scienza che studia la struttura e l’analisi del suono della parola. Insieme fanno parte dell’apparato fonatorio. La mia domanda è questa: la fonetica quanto è importante per il doppiaggio? Qual è l’elemento che unisce la fonologia e la fonetica con il mondo del doppiaggio?
Granato: Il doppiaggio è completamente basato sulla vocalità. Le parole pronunciate oltre ad essere intense accorate devono essere scandite bene, pronunciate in dizione corretta e articolate in modo da essere comprensibili senza sembrare meccaniche. Poi bisogna imparare a “portare la voce senza urlare”, a “timbrare senza andare di testa”. A usare il diaframma per respirare all’interno delle battute. Tecnicamente il doppiaggio è un lavoro difficilissimo.
E oltre all’esercizio e all’esperienza penso sia necessaria un po’ di predisposizione naturale per avvicinarsi a questo mondo!
Ci sono comunanze affini tra il doppiaggio maschile quello femminile?
Granato: È lo stesso lavoro! Non cambia nulla. Le voci maschili hanno colori e timbri diversi. Ma il procedimento in sala di doppiaggio è lo stesso
La voce e lo spettacolo
In radio Qual è il rapporto tra un conduttore radiofonico e il radioascoltatore?
Granato: Per quanto mi riguarda, essendo molto empatica, è un rapporto bellissimo e fondamentale! Avere feedback continui su quello che facciamo e diciamo è molto utile. In questo i social network e la messaggeria istantanea aiutano moltissimo perché si riesce a creare una fidelizzazione con gli ascoltatori, un rapporto di fiducia
“Per entrambi bisogna veicolare emozioni attraverso la voce”
Hai lavorato per tanti anni su RTL102.5 con una trasmissione radiofonica insieme al tuo collega Pierluigi Diaco chiamato “Onorevole dj”. Bene come è nato questo format di programma radiofonico? Questa collaborazione cosa ti ha insegnato?
Granato: Esperienza bellissima e formativa. Il format è nato da un’idea di Pierluigi che lo portava avanti con successo già da un po’. Una formula vincente che prevede l’interazione continua con i radioascoltatori chiamati a dire la loro sui grandi temi di attualità. Mi ha insegnato proprio quanto è importante creare un legame con gli ascoltatori, portare avanti delle discussioni in cui mettersi in gioco in prima persona
Tra le storie di tanti radioascoltatori qual è tra queste quella che ti ha toccato di più? Chi tra i radioascoltatori ti è rimasto o rimasta nel cuore che hai un bellissimo ricordo?
Granato: Naturalmente una radioascoltatrice c’è stata! Guarda un po’, mi sembra che è proprio la giornalista che mi sta facendo questa bellissima intervista! Ti ringrazio tantissimo per il video del mio compleanno che hai fatto e non ci hai mai mancato il tuo affetto. Sei una bella persona!
Grazie a te! Chi vorresti ringraziare per il tuo percorso personale professionale? Ora quali saranno i tuoi progetti futuri?
Granato: “Ringrazio sempre i miei genitori. Per avermi permesso di fare quello che volevo già giovanissima. Per essere così intelligenti da aver sempre solo voluto la mia felicità e per avermi aiutato a costruirla. La strada è molto meno faticosa se hai una famiglia alle spalle che ti sostiene fa il tifo per te!
Ora sto collaborando alla nascita di un nuovo progetto legato a un importante gruppo editoriale “radio novella 2000”. Continuo a lavorare tra Milano e Roma nella pubblicità come speaker. Grazie buon lavoro a tutti voi!
Concludo questa mia intervista, accennando una risposta ben dettagliata della nostra ospite: “Il doppiaggio è completamente basato sulla vocalità. Le parole pronunciate oltre ad essere intense accorate devono essere scandite bene, pronunciate in dizione corretta e articolate in modo da essere comprensibili senza sembrare meccaniche. Poi bisogna imparare a “portare la voce senza urlare”, a “timbrare senza andare di testa”. A usare il diaframma per respirare all’interno delle battute.
Tecnicamente il doppiaggio è un lavoro difficilissimo. E oltre all’esercizio e all’esperienza penso sia necessaria un po’ di predisposizione naturale per avvicinarsi a questo mondo!”. A questa risposta, aggiungo che il doppiaggio è una conseguenza anche esso del linguaggio artistico e che, grazie alla VOCE, il doppiaggio può essere fluido e anche bello. Senza la voce non possiamo doppiare chi c’è dall’altra parte dello schermo.
Il cinema, in generale, è grato ai doppiatori perché loro riescono a studiare i movimenti e la Voce degli attori internazionali. Ecco cosa significa il doppiaggio e credo che Jolanda Granato ci ha insegnato che per studiare bene il doppiaggio dobbiamo innanzitutto “timbrare accentuare i suoni delle parole senza andare a ruota libera” e usare “il diaframma per respirare nel momento in cui pronunciamo le battute”. Senza il doppiaggio noi non possiamo fare il cinema.
