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Il teatro e la voce dell’anima — Intervista a Giuseppe Guida

La voce di questa intervista

Giuseppe Guida

Professione
Attore e comico
Provenienza geografica
Puglia, Italia

Attore e comico pugliese, Giuseppe Guida racconta i suoi primi passi nella recitazione e il rapporto con il pubblico. Il dialogo attraversa il lavoro sui personaggi, il significato dell’umorismo e i temi che sceglie di portare in scena.

Gli inizi e la passione

Il teatro e il cinema possono dare voce all’arte e all’anima, trasmettendo emozioni al pubblico. È così anche per te?

Guida: “Sicuramente! Entrambi possono trasmettere una vasta gamma di emozioni ed esperienze umane che parlano direttamente all’anima dello spettatore.

Teatro e cinema permettono di raccontare storie ed esplorare temi profondi e universali. Sul palco o sullo schermo possiamo invitare il pubblico a riflettere sulle esperienze umane, mostrando il mondo attraverso lo sguardo e la sensibilità dell’attore.

La loro forza sta nell’espressione delle emozioni, nella narrazione e nella creatività: strumenti che ci aiutano a comprendere l’esperienza umana e a entrare in contatto con la nostra essenza.

Giuseppe Guida
Giuseppe Guida · ritratto dall’archivio di Voci dell’Arte

Quali sono stati i primi passi nella recitazione? È stata una scelta dettata dal caso o dalla passione?

Guida: Non ci crederai ma io da bambino e da ragazzino ero timidissimo. Ho scoperto quasi per caso che interpretare un ruolo diverso da quel che realmente ero mi rendeva sicuro e mi faceva sbloccare davanti alla gente (gli spettatori in quel caso), cosa che non mi riusciva nella vita reale.

Inoltre devi sapere che sin da bambino avevo un’idea del mondo, anzi direi più che altro un sogno/desiderio da parte mia, in cui tutti erano amici tra loro, si rispettavano come fratelli, non si facevano del male… in breve: erano felici e allegri!

Diventato adolescente ho fatto l’amara scoperta che tutto ciò non faceva parte del mondo reale ciò ha contribuito in modo significativo nel farmi avvicinare al teatro, alla recitazione, in particolar modo all’arte comica, per far sì che fossi io il “dispensatore” di quella felicità e allegria che nel mondo, e nei grandi accadimenti quotidiani, non riuscivo più a vedere, trovare percepire.

In quel momento è scattata in me l’idea che la mia missione sarebbe stata portare allegria, felicità e spensieratezza tra la gente così da “tenere in vita” quel mio sogno/desiderio che coltivavo sin da bambino.“

“Teatro e Cinema sono potenti strumenti per raccontare storie e esplorare temi profondi e universali che riguardano l’essenza umana”

Il teatro pirandelliano è basato sulla poetica dell’umorismo (sentimento del contrario); essa (la poetica dell’umorismo) ha fatto una distinzione tra persona/ personaggio (maschera), affermando che il personaggio è la maschera che recita la parte dettata dalla società e che produce il verosimile. Il tuo teatro (ironicamente definiamolo teatro “guidiano”) si accosta alla poetica dell’umorismo del teatro pirandelliano?

Guida: Domandina bella “tosta” su un argomento molto interessante che non si può certo racchiudere in modo esaustivo in una risposta scritta di poche righe… Ci provo ugualmente, cercando di non dilungarmi...

Sì, la mia comicità, ma più in generale la comicità di un attore comico, può sicuramente accostarsi alla poetica dell’umorismo nel teatro pirandelliano, sebbene, a mio avviso, in un modo più complesso e sfaccettato… ti spiego…

L’attore comico potrebbe incarnare un personaggio che, pur essendo apparentemente comico, nasconde sotto la maschera una complessità e una profondità psicologica che contraddicono la sua apparente comicità. Questo crea un’ironia e una tensione drammatica che sono caratteristiche della poetica pirandelliana.

La poetica dell’umorismo pirandelliano si basa sul concetto del “sentimento del contrario”, in cui il tragico e il comico, il serio e il ridicolo, si intrecciano e si sovrappongono.

L’attore comico potrebbe incarnare questo sentimento del contrario attraverso la sua interpretazione, offrendo al pubblico una visione ambivalente del suo personaggio: potrebbe essere buffo e grottesco superficialmente, ma, allo stesso tempo, “sotto la superficie”, “dietro la maschera”, potrebbero emergere sfumature di dolore, vulnerabilità o contraddizioni che lo rendono più umano e complesso.

Pirandello, inoltre, sostiene che ciò che viene rappresentato sul palco non è la realtà stessa, ma solo una finzione creata dalla società e accettata dal pubblico. L’attore comico (ma anche l’attore in genere), potrebbe mettere in discussione questa illusione attraverso la sua comicità, rompendo la quarta parete rivelando al pubblico la natura artificiale convenzionale della rappresentazione teatrale.

In conclusione, quindi, la comicità dell’attore comico può accostarsi alla poetica dell’umorismo del teatro pirandelliano attraverso la sfida delle convenzioni teatrali, la messa in discussione delle maschere sociali e la creazione di personaggi complessi che incarnano il “sentimento del contrario”.

Preferisci interpretare ruoli adatti alla tua persona o lontani dal tuo essere?

Guida: Su questa domanda sarò brevissimo: sicuramente personaggi comici lontani dal mio essere! Per creare un personaggio lontano dal mio essere, il “viaggio” da intraprendere è indubbiamente molto più affascinante, oltre che complesso e difficile io adoro il fascino delle sfide difficili e complesse“

“Teatro e Cinema continuano a essere importanti canali per esplorare la complessità dell’esperienza umana e per connetterci con la nostra essenza più profonda di esseri umani”

Il percorso e le idee

Quali temi ti stanno più a cuore e come li affronti attraverso l’ironia?

Guida: Ne ho affrontati tanti di argomenti che ho raccontato e messo in scena in chiave comica, quelli più importanti ed ai quali ci tenevo in particolar modo, sono i seguenti:

1) Politica, potere prevaricazione del più debole. Le dinamiche politiche oggetto della mia satira e comicità, mettono in evidenza le ipocrisie le contraddizioni del sistema politico italiano. Questo permette anche di far riflettere sulle dinamiche di potere sull’importanza di avere politici onesti e responsabili che si dedichino per davvero ai problemi dei cittadini e, soprattutto, li risolvano.

2) Tecnologia e dipendenza digitale. La dipendenza dalla tecnologia e dai social media è un argomento attuale che ho trattato in modo ironico per far riflettere sul suo impatto sulla società. Le vite delle persone sono ormai completamente dipendenti dai loro dispositivi digitali e questo fa venir fuori facilmente le situazioni assurde in cui si ritrovano a causa di questa dipendenza.

Con la mia comicità riferita a questo tema ho fatto sorridere ma ho anche cercato di far riflettere sul bisogno di bilanciare l’uso della tecnologia con una vita reale di qualità.

3) Rapporto uomo/donna e vita di coppia. Attualmente sto portando in giro il mio spettacolo nel quale affronto un tema a me caro: il tema del fidanzamento e del matrimonio, facendo riferimento ad aneddoti simpatici e divertenti della mia vita di coppia, alle mie disavventure amorose durante il fidanzamento, alle esilaranti incomprensioni caratteriali tra uomo e donna durante il percorso della mia vita matrimoniale.

Tutti (o quasi!), uomini e donne, finiscono per rivedersi e riconoscersi in quello che racconto in scena in chiave comica e questo fa scaturire in modo spontaneo, travolgente naturale il riso tra gli spettatori.“

Che cosa è il “riso” e che cosa è di fondamentale nella comicità?

Guida: “Nella comicità, il riso è fondamentale perché rappresenta la risposta positiva del pubblico alla capacità di qualcosa di essere divertente. La comicità si basa sull’abilità di suscitare il riso negli altri attraverso varie tecniche, come la creazione di situazioni esilaranti, l’uso di battute spiritose, il gioco con le parole o i gesti comici.

Essenzialmente, la comicità coinvolge la capacità di osservare il mondo in modo insolito o ironico, diciamo da una “angolazione diversa” rispetto a quella ritenuta la “normale angolazione”, e di comunicare questa “nuova” visione in modo tale da far sorridere o ridere gli altri. La capacità di comprendere cosa sia divertente di trasmettere questo senso di divertimento è dunque fondamentale per creare una buona comicità. In questo, naturalmente, gioca un ruolo fondamentale l’esperienza dell’attore comico“

Chi vorresti ringraziare per il tuo percorso personale professionale? Quali sono i progetti futuri?

Guida: Devo ringraziare in primis mia nonna materna, Anna, che oggi non c’è più, e che ha sempre creduto in me mi ha sempre sostenuto in tutto ciò che ho fatto nel mondo dell’Arte. Poi i miei genitori che non mi hanno mai ostacolato in questo. Poi ancora il compianto e indimenticabile Gaetano Porcelli che mi ha permesso, nelle vesti di spalla comica e brillante, di muovere i primi passi nel mondo della comicità grazie al duo comico “i Cipsters”, che lui ha voluto creare con me nel lontano 1991.

Il sodalizio artistico tra noi è durato fino al 2005 circa, poi il grave male che lo affliggeva, pian piano, se l’è portato via… Lui era il comico, io la spalla. Gaetano, come me, nei primi anni 2000, ha preso parte alle prime edizioni del Mudù di Uccio De Santis su Telenorba.

Infine devo ringraziare il ragazzetto timido e sognatore che ero in gioventù: senza quella timidezza che ho voluto a tutti i costi vincere senza quella voglia di sognare un mondo più bello, oggi non ci sarebbe nessun Giuseppe Guida attore comico“

Intervista di Mariateresa L’Abbate
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