I “diamanti” di Ferzan Ozpetek
A chi è dedicato
Ferzan Özpetek
- Ambito
- Regista e sceneggiatore

“Forse tornerà/ la mia vita tornerà/ vestita di parole e di ricordi/ tu promettimi e quando arriverà senza macchia e senza età/di questa eternità/ saremo noi/ dei Diamanti” . Sì, siamo diamanti perché riusciamo a ricordare il nostro passato e affrontare il nostro presente e il futuro come dei diamanti perché siamo indissolubilmente attaccate da una potenza universale che sono l’amore e il coraggio di affrontare ogni ostacolo della vita di tutti i giorni.
Ferzan Ozpetek riesce a stupirci ancora una volta, con la sua genialità, ad impiegare le donne come “punta di diamante”, ogni donna è membro incisivo ed efficace che vince su tutto con le proprie fragilità ed emozioni.
Come dice Bianca, una delle protagoniste (Vanessa Scalera), “siamo diamanti, perché riusciamo ad interpretare un proprio ruolo che è ambientato nella vita reale, perché ci impersonifichiamo in noi stesse” . Con queste parole, l’Ozpetek di oggi, che in parte prende spunto dall’autore e regista teatrale del Novecento Henrik Ibsen di “Casa di Bambola”, mette in evidenza la sensibilità, l’eleganza, l’armonia e l’unione femminile, affrontando temi molto attuali come la lotta contro l’anoressia e il bullismo, la violenza domestica della donna, il sentirsi in colpa della morte del proprio figlio e che si rifugia nell’alcolismo, un amore difficile e non corrisposto.
Tutti questi argomenti fanno di Ozpetek un regista esemplare odierno.
Note editoriali
- Testo classificato come recensione, distinto dalle interviste.
- Conservati il testo e il tono originali; rimossi corsivi e grassetti estesi, con paragrafi resi più leggibili.
- Nessuna frase aggiunta o ricostruita come dichiarazione dell’artista.
- Le date biografiche non confermate sono state omesse.
Punti da verificare
- 2 citazioni presenti nel testo originale senza una fonte puntuale verificata.
