La musica come voce della vita — Intervista a Mario Rosini
La voce di questa intervista
Mario Rosini
- Professione
- Cantante, pianista e compositore
- Provenienza geografica
- Gioia del Colle, Puglia, Italia
Mario Rosini, cantante, pianista e compositore, è al centro di questa conversazione sul tema: la musica come voce della vita. Il dialogo ripercorre esperienze, scelte e riflessioni emerse nel corso dell’intervista, lasciando spazio alla voce dell’ospite.
Gli inizi e la passione
Come è iniziata la tua carriera artistica e cosa è stata per te la musica jazz e cantautoriale?
Rosini: Ciao Mariateresa grazie a te! Allora la musica jazz e la musica cantautoriale, per me, sono entrambi sullo stesso livello e sono la stessa cosa; la musica, però, è l’unica cosa bella che conta. Quindi tutti e due hanno lo stesso linguaggio, ossia il linguaggio dell’anima; forse il jazz, dal punto di vista dell’improvvisazione, è più interessante ed è l’humus del mondo dell’improvvisazione; mentre la musica cantautoriale è magari più pensata, appunto, delle storie scritte ( più pensate non improvvisate).
Quindi è una bella differenza però sono due stili che amo molto

Ti abbiamo conosciuto come uno dei grandi interpreti del Festival di Sanremo nel 2004 con il successo “Sei la vita mia”, arrivato al secondo posto a pari merito con Marco Masini e il “L’uomo Volante” ( vincitore di quell’edizione). Da “Sei la vita mia”, come è cambiato il tuo successo”?
Rosini: Si, sono successe tante cose interessanti. Masini è arrivato primo, io invece secondo a pari merito. Guarda sono tornato a quello che facevo, per cui insegnamento, fare le serate in giro, perché a me piace mettere i piedi per terra e mi porto sempre la tastiera dietro le spalle; mettermi in macchina e suonare con i miei amici. Non amo molto gli spazi ampi della musica leggera italiana e del pop
A Sanremo abbiamo visto tanti giovani provenienti dai talent show. Questi talent show sono una scatola di conformismo oppure sono un percorso per aiutare giovani artisti a diventare grandi cantanti? E che cosa è per te il “talento”?
Rosini: Rispondendo alla prima domanda devo dirti che il talent è un’arma a doppio taglio. Un ragazzo o una ragazza può entrare in quel sistema lì e uscirne malconcio, può non crederci più etc.. anche perché è un concentrato di cose, sono i TV e i media che li stanno intorno in quel periodo e le aspettative sono tante; magari non arriva niente un ragazzo molto giovane può rimanerci molto male. Poi oggi ci sono talenti che vengono fuori ( per esempio Mengoni, Emma, Alessandra Amoroso), c’è qualcosa di buono in fondo.
Rispondendo alla tua seconda domanda, che cosa è per me il “talento”?, il talento è il fare qualcosa che per gli altri può essere difficile facilmente, questo è il talento fare una cosa facile però arduo
“Inoltre aggiungo che la musica è un quadro di mille facce sonore ed è l’arte per eccellenza che viene dall’ispirazione e dall’anima”
Nel talent The Voice abbiamo assistito alla vittoria di Suon Cristina, con la vittoria di Suor Cristina, la musica può unirsi ad un atteggiamento fideistico e nello stesso tempo può trasmettere messaggi di speranza?
Rosini: Si perché no, perché no! Però io non vedo Suor Cristina in giro, non so cosa le è successo forse sta ancora seguendo la sua vocazione religiosa. Ma si io ho fatto parte di quattro dischi del rinnovamento dello Spirito Santo, per cui anche io sono stato un po’ il conduttore di questo tipo di ideologia. Sono credente credo che la musica sia un linguaggio di Dio e va a pari passo con la musica di Suor Cristina
Gli inizi e la passione
Tu hai scritto per tanti artisti (GINO PAOLI, FIORELLA MANNOIA, Patty Pravo a altri grandi nomi). Quando scrivi le tue canzoni, le componi pensando ad un momento particolare della tua carriera artistica oppure a qualcosa che sta capitando nel mondo ( violenza sulle donne, sugli anziani e sui bambini, lotte per la discriminazione razzismo, lotte per l’omofobia e discriminazioni sessuali, pace nel mondo etc..)?
Rosini: Guarda ti devo dire francamente non ho ancora capito la mia ispirazione da dove viene perché certe volte mi parte non c’è un motivo da dove partire, poi c’è altre volte magari mi hanno commissionato un lavoro divento forzatamente a scrivere ma non mi viene niente; per cui è un mistero e quindi mi piace così. Capito, l’arte non viene spiegata è qualcosa di impercettibile non sai dire perché.
Ci sono dei meccanismi tecnici per scrivere una canzone che sono le strutture della canzone ( ritornelli e strofe altre), ma poi è l’ispirazione vera che c’è
Tu hai duettato con grandi artisti! In Italia e anche nel resto del mondo stanno spopolando le cosiddette “boy band, duetti e gruppi corali. Cosa hanno insegnato al mondo giovanile nel mondo adulto?
Rosini: “Allora quando parlo di boy band mi viene subito in mente i “THE JACKSON 5” ( Michael Jackson iniziò la sua carriera artistica dal gruppo Jackson 5).
Ci sono degli esempi forti come appunto i “Jackson 5”, ma anche i “Bee Gees” e altri che non mi vengono in mente ma sono comunque buoni modelli che hanno portato la musica dove sappiamo, ma ci sono altri sono prodotti discografici che li metti insieme questi tre ragazzi ( i Bee Gees) che sono magari carini etc.., per cui dobbiamo distinguere la band autentica da quella costruita, per cui se la musica è fatta bene porterà del bene altrimenti porterà i soldi solo alla casa discografica per qualche anno e basta”.
“Non amo molto gli spazi ampi della musica leggera italiana e del pop”
Che cosa ti ha insegnato Sanremo?
Rosini: Mi ha insegnato ad essere più professionale perché comunque lì non potevo sbagliare, sono tre minuti e 1/2, devi essere una freccia capito! Mi piace molto studiare, però ho messo sempre posto la musica in un modo sempre gioioso, però Sanremo mi ha aiutato ad essere più professionale
Quali sono stati i modelli a cui ti sei ispirato per diventare un grande interprete della musica italiana?
Rosini: Senza dubbi Stevie Wonder e Pino Daniele. Ho fatto questi due nomi ma anche George Benson, ma loro due sono per me i modelli importanti
Gli inizi e la passione
Qual è la colonna sonora della tua carriera artistica?
Rosini: Proprio una canzone di George Benson che si chiama “Nature Boy” dove c’è la sua vocalità e dove ci sono arrangiamenti straordinari e dove c’è un suono pianistico bellissimo. Quello è il mio input per fare la mia vita artistica
Chi vorresti ringraziare per il tuo percorso personale professionale? Quali saranno i tuoi progetti futuri?
Rosini: “Naturalmente i miei genitori perché mi hanno sostenuto sempre poi a me che continuo a da insistere. Ora sto lavorando per Terzi e sto facendo progetti per l’estero, come arrangiatore sto scrivendo un disco per una cantante pugliese molto brava Olimpia Simoni e quindi sto lavorando come produttore, ma abbastanza presto dovrò chiudere un 12 o 13 brani per un cd anzi un per un progetto nuovo e per potarlo in giro”.
Concludo questa intervista riportando una delle tante risposte date dal nostro artista barese ” l’arte non viene spiegata è qualcosa di impercettibile non sai dire perché”. Inoltre aggiungo che la musica è un quadro di mille facce sonore ed è l’arte per eccellenza che viene dall’ispirazione dall’anima.
Credo che il maestro Mario Rosini è riuscito a tornare nel panorama musicale dando l’esempio a molti artisti che non hanno fatto strada ancora del successo portando, con la sua affezionata “amica” pianola, l’amore per il panorama musicale. E come dice lui “la musica viene sempre dal momento di ispirazione”.
