Una vita nella musica — Intervista a Iskra Menarini
La voce di questa intervista
Iskra Menarini
- Professione
- Cantante
- Provenienza geografica
- San Felice sul Panaro, Emilia-Romagna, Italia
Iskra Menarini, cantante, è al centro di questa conversazione sul tema: una vita nella musica. Il dialogo ripercorre esperienze, scelte e riflessioni emerse nel corso dell’intervista, lasciando spazio alla voce dell’ospite.
Il percorso e le idee
Quando hai incominciato a lavorare con Lucio Dalla?
Menarini: Innanzitutto ti ringrazio e sei un’ondata di simpatia e di effervescenza. Allora inizio a raccontare il mio rapporto con Lucio. La mia storia professionale di vita con Lucio Dalla è stato nel 1984. Ebbene sono 24 anni che l’ho affiancato nelle sue tournée, nei suoi dischi e nelle sue video clip. E poi ho avuto la fortuna di interpretare, nella sua opera lirica “Tosca- Amore disperato”, Sidonia, una veggente particolare ed è molto amata dal pubblico

Tra tanti successi che hai cantato con Lucio Dalla, Qual è stata la canzone che ti ha fatto emozionare?
Menarini: Non è facile visto il genio creativo curioso infinito è come dire scegli qualcosa su “madre terra” è difficile. Mi emoziona “Le rondini” perché “vivevano sotto i tetti” vicino a lui. Mi fa sorridere il video di “Attenti a lupo”, “Ciao” e altro ancora.
Hai partecipato nel 2009 al festival di Sanremo, con una canzone scritta da Lucio Dalla e da Marco Alemanno “Quasi amore”, nella categoria nuove proposte. Qual è il “Quasi amore” del tuo percorso personale professionale?
Menarini: “Già Sanremo.. ho cominciato da piccola sono cresciuta con mio padre che è francese mia madre che è italiana. Ho mischiato la melodia un po’ etnica ed ho studiato chitarra. Sono un perito agrario e come faccio a scegliere dentro una vita. Sicuramente il mio “Quasi amore” è l’amore per mio figlio, per i miei due cani e per i miei 4 gatti. Vivo in campagna e quindi amo stare all’aria aperta e dare cibo agli uccellini.
Il mio viaggio verso la musica è iniziato a lavorare con un gruppo rock chiamato “Tomstones” ( in Italia, da allora, non c’erano donne che cantavano rock dee purplu e tanti altri gruppi e poi l’incontro con Andrea Mingardi. e quindi vivevo a Sanremo. Non c’era tanta musica, strano vero! Così mi trasferii a Bologna, la città della musica, e poi l’incontro con Lucio. Quindi per me il “Quasi amore” è l’amore universale per me: amo la nostra madre terra e gli animali.
Sono semplice anche uno se mi vede con i miei capelli veri rasta o come mi vesto… Che dire ho avuto tanto tanto”.
“Quando nasci il primo vagito e la prima nota musicale così dicono un do e la nostra vita non mancherà mai la musica, nemmeno nell’universo”
A Sanremo abbiamo visto tanti giovani provenienti dai vari talent show. Questi talent show sono per Iskra Menarini una scatola di conformismo o un percorso per aiutare giovani ad arrivare nel panorama della musica? Che cosa è per te il talento?
Menarini: Bhè non saprei! Penso sia il loro tempo che dovrebbe giusto. Devi sapere ai miei tempi c’era la rivoluzione musicale. Pensa che io ero una rockettara, quando c’erano ancora cantanti melodici. Quindi andavo controcorrente quindi evviva i giovani e che sia musica sempre!
La musica e le parole
Non solo hai collaborato con Dalla, hai collaborato con altri artisti come Ron, Morandi, lo stesso Mingardi, gli Stadio e Curreri e altri ancora. Questi duetti, gruppi corali, boy bands che cosa hanno portato nella tendenza musicale che cosa possono insegnare?
Menarini: Non saprei! Tutto serve nella musica. Quando nasci il primo vagito e la prima nota musicale così dicono un do e la nostra vita non mancherà mai la musica, nemmeno nell’universo. Tutto ciò aiuta! Ci stanno insegnando che la musica ricomincia da dove era partita, Meraviglia!
Che cosa ti ha insegnato l’esperienza di Sanremo?
Menarini: Insegna un’emozione vulnerabile, nuova e unica; però magica come una favola. Non importa come le favole che fine avranno, perché adesso sei lì sul quel palco e cerchi le parole di chi ti ha mandato lì che dicevano. Vai e spacca!
“La mia storia professionale e di vita con Lucio Dalla è stato nel 1984”
Sette anni fa ci lasciò il grande Lucio Dalla, quale eredità ha lasciato nel mondo artistico mondiale? Dalla cosa ti ha insegnato nel tuo percorso di vita e professionale?
Menarini: Sette anni è un numero. Non è mai andato via, si sente la sua presenza in ogni cosa e in ogni battito del cuore nel mondo. perché lui è unico ed irripetibile. Se penso che sono stata al suo fianco per 24 anni, non solo sul palco, ma anche nella vita. La parola fortunata è nulla anzi è molto di più. Ho visto il mondo, anche artisti mondiali ( non faccio l’elenco perché sarebbe infinito).
Lucio mi diceva una cosa << una il cuore ricorda si quella che sei, imperfetta casinara, sbagliata, timida e sfacciata e altro perché sono gli altri scegliere ciò che piace non tu>>. Gli voglio un infinito di bene. Lui ha voluto che la gente mi volesse bene che sentisse la mia voce. Gli devo tutto e non dimenticherò mai!
Quali sono stati i punti di riferimento a cui ti sei ispirata per diventare una grande interprete?
Menarini: Mi sono ispirata alla vita nel bene nel male nel dolore, nella gioia e nella bugia. E poi amo le contaminazioni forse mio padre francese mi ha messo nelle corde vocali delle sonorità legate alla terra, agli animali, ad un pianto, o risata, o la follia ( già forse la follia) fatta come un quadro pieno di fiori e di farfalle
Ispirazioni e riferimenti
Qual è la colonna sonora del tuo percorso di vita e professionale?
Menarini: Colonne sonore? Mio figlio è una colonna sonora, la mia famiglia; le tante persone che mi seguono e mi sostengono nel credere che ci sono tante belle cose in un mondo contaminato dal dolore. I bambini sono una colonna, la vita e fare dei ricordi e un grande viaggio
Chi vorresti ringraziare per il tuo percorso personale professionale? Quali saranno i tuoi progetti futuri?
Menarini: Vorrei ringraziare Lucio e tutto ciò che mi porta fra le stelle o la luce del sole o la luna. I miei progetti? Un disco in uscita e tanto live in giro fra la gente poi chissà si ritorna sempre da capo. Ciao Mariateresa un abbraccio
Concludo questa intervista accennando una delle risposte date dalla nostra artista che concerne il suo ricordo di Lucio Dalla:
“La parola fortunata è nulla anzi è molto di più. Ho visto il mondo, anche artisti mondiali ( non faccio l’elenco perché sarebbe infinito). Lucio mi diceva una cosa << una il cuore ricorda si quella che sei, imperfetta casinara, sbagliata, timida e sfacciata e altro perché sono gli altri scegliere ciò che piace non tu>>. Gli voglio un infinito di bene. Lui ha voluto che la gente mi volesse bene che sentisse la mia voce. Gli devo tutto e non dimenticherò mai!”.
Aggiungo a questa affermazione, che Lucio Dalla è stato il più grande artista in Italia. Unico, semplice, vulnerabile, attore, regista, straordinariamente folle per la sua artisticità e ha dato al talento la sua pazza genialità. Sono certa che Lucio Dalla continuerà a proteggere sempre la voce candida, forte pazzesca della sua incantevole Iskra.
