La canzone e le emozioni di Napoli — Intervista a Giovanna Panza
La voce di questa intervista
Giovanna Panza
- Professione
- Cantante, autrice e compositrice
- Provenienza geografica
- Napoli, Campania, Italia
Giovanna Panza, cantante, autrice e compositrice, è al centro di questa conversazione sul tema: la canzone e le emozioni di Napoli. Il dialogo ripercorre esperienze, scelte e riflessioni emerse nel corso dell’intervista, lasciando spazio alla voce dell’ospite.
Gli inizi e la passione
Quando hai iniziato a interessarti di musica?
Panza: Innanzitutto un saluto. Ho incominciato da bambina quando ho sempre ascoltato buona musica grazie a mia nonna e ai miei genitori. I miei ascolti andavano da opere classiche come la “Cavalleria Rusticana e i Pagliacci” per arrivare a Burt Bacharach a Charles Aznavour. La prima esperienza professionale di registrazione di palco l’ho fatta con Eugenio Bennato all’età di 21 anni.
Successivamente ho incominciato ad appassionarmi al jazz per cui Sarah Voughan, Ella Fitzgerard, Miles Davis, Coltrane tanti altri hanno plasmato la mia idea di musica secondo quel tipo di linguaggio

Quanto conta per un musicista trovare uno stile e un’identità riconoscibili?
Panza: La personalità di un linguaggio, in questo caso musicale, è fondamentale per qualsiasi artista. Nel caso di un cantautore l’unicità può darla non solo l’interpretazione ma anche lo stile compositivo e la natura e la qualità dei testi. Se tutto ciò nasce da una verità, funziona e arriva alle persone
Cos’è la musica per te?
Panza: La musica è la mia ideale dimensione, quella perfetta perché è il mio antidoto alla parte grevosa della vita
“La musica è la mia ideale dimensione, quella perfetta perché è il mio antidoto alla parte grevosa della vita”
Cosa provi quando canti?
Panza: Quando scrivo e quando canto si ferma il tempo e si annulla in me ogni dolore per cedere il posto ad una malinconia ma speranzosa passionalità
La musica e le parole
Quanto conta per te il testo di una canzone rispetto alla musica?
Panza: “ Per quanto mi riguarda testo e musica nascono quasi contemporaneamente in modo spontaneo ispirate da una parola, da un contenuto, da un’emozione o da una frase che mi gira instancabilmente nella testa. Solitamente quando inizio a scrivere un brano prendo la chitarra e li accade la magia, le parole cercano e trovano la musica e viceversa, senza regole prestabilite”.
Tra le tue esperienze partecipazioni, quali ricordi con soddisfazione?
Panza: Il Premio Recanati a cui partecipai nel 2004 e risultati tra i vincitori con il brano ” ‘O tuorto e ‘a raggione”, una tammuriata da sonorità elettroniche
“Successivamente ho incominciato ad appassionarmi al jazz per cui Sarah Voughan, Ella Fitzgerard, Miles Davis, Coltrane e tanti altri hanno plasmato la mia idea di musica secondo quel tipo di linguaggio”
Il tuo stile viene definita fadista ci spieghi il motivo?
Panza: “Quando pubblicai il mio primo CD dal titolo “Amarangrè” nel 2012, Federico Vacalebre in una sua recensione mi definì ” fadista newpolitana” probabilmente perché le sonorità dei brani e il mio linguaggio vocale, a tratti, ricorda lo stile fadista”.
La tua voce spazia in repertori diversi?
Panza: Ho incominciato ufficialmente la mia carriera come vocalist di Eugenio Bennato pur non sentendomi molto vicina alla musica popolare. Dopo poco ho scoperto il jazz che penso mi abbia aiutato a trovare una personale espressione nell’interpretazione dei brani in dialetto. Alla canzone classica napoletana mi sono avvicinata nel momento in cui ho iniziato a scrivere in dialetto, una quindicina di anni fa
Il percorso e le idee
Puoi parlarci dei tuoi ultimi lavori?
Panza: Adesso sto lavorando al mio secondo CD di brani originali, con testi in napoletano, di cui sono autrice compositrice la cui produzione artistica è affidata a Mario Formisano, storico bassista degli Alma Megretta
Hai un particolare progetto ideale concettuale cui arrivare come massima aspirazione?
Panza: Il progetto è lo stesso da anni, poter fare sempre quello che mi piace, che mi permette di essere felice di poterlo trasmettere agli altri mediante la musica
Saluti della direttrice L’ABBATE MARIATERESA: “RINGRAZIO PERSONALMENTE LA NOSTRA RITA PARDO DI AVER INTERVISTATO UNA GRANDISSIMA ARTISTA DELLA MUSICA PARTENOPEA GIOVANNA PANZA E CONCLUDO AGGIUNGENDO UNA MIA NOTA PERSONALE CHE LA SUA VOCE LIMPIDA E CHIARA CONTINUERA’ A TOCCARE IL SOLE, LA GIOIA, I SENTIMENTI DI NAPOLI”.
