La vera maschera del teatro: addio a giorgio albertazzi
A chi è dedicato
Giorgio Albertazzi
- Ambito
- Attore e regista

Il teatro italiano, dopo Plauto e Terenzio, nasce anche con Luigi Pirandello. La presenza di Pirandello è artisticamente culturalmente tra le più importanti in tutto il quadro non solo della letteratura italiana, ma anche del teatro italiano, ma soprattutto ha rappresentato un caso di divagazione o di trasferimento dell’opera nella vita. Il nome Pirandello, ormai non addita solo lo scrittore del Novecento italiano famoso in tutto il mondo, ma anche un soggetto di riconoscimento collettivo, ovviamente di ambito intellettuale.
La creatività di Pirandello è illimitata, si è manifestata fuori d’ogni confine di genere: con poesie, saggi letterari, romanzi, novelle, drammi e perfino scenari cinematografici. Ma non solo questo, con Pirandello entriamo veramente nella vera essenza del teatro novecentesco e della sua artisticità. Con Pirandello nasce l’ideologia della maschera e dell’umorismo. Secondo Pirandello noi attori dobbiamo recitare la parte che la società esige da lui e che noi stessi personaggi ci affermiamo mediante le nostre ideologie morali.
Ogni uomo ( non è persona, ma è personaggio in quanto è costretto a recitare una parte all’interno della commedia sociale), insomma, ha bisogno di una maschera e recita il ruolo che la società o le tradizioni o i propri ideali morali gli dettano. Dunque il personaggio non è unitario e coerente, perché non è più persona. Anzi sceglie due strade; 1) può scegliere l’ipocrisia, l’adeguamento passivo alle forme; o 2) può scegliere di vivere in modo auto-ironico la separazione tra forma e vita. Nel primo caso si esprime l’uso della maschera; nel secondo caso, invece, si manifesta l’uso della maschera nuda il cui scopo è quello di risolvere le diversità individuali.
Questo distacco riflessivo, amaro, pietoso e ironico, è il simbolo dell’umorismo che si distingue dalla comicità. Il comico nasce dall'”avvertimento del contrario”, dall’avvertire, con un sussulto irresistibile che provoca il riso, invece l’umorismo è il “sentimento del contrario” che nasce dalla meditazione.
Nel panorama del teatro Novecentesco, tra tutti gli artisti italiani che si avvicina alla poetica pirandelliana sono stati Eduardo De Filippo e Giorgio Albertazzi. Eduardo de Filippo, napoletano, artista trinitario si accosta nella parte del comico, ossia dell’avvertimento del contrario”che ha scaturito il riso ed inoltre il teatro di Eduardo, non finirò mai di dirlo, è il vero teatro nel teatro perché riesce, attraverso battute burlesche di spirito, ad affrontare temi sociali e di attualità affinché il mondo sarà più giusto.
Invece Giorgio Albertazzi ( scomparso oggi a soli ben 92 anni), fiorentino, artista e anche letterato, si avvicina al tema dell’umorismo, ossia al “sentimento del contrario” che nasce dalla riflessione. Perciò il teatro albertazziano è un teatro che si basa sulla riflessione e sulla letteratura drammaturgica. Giorgio Albertazzi, in tutti questi 92 anni, è sempre stato uno di quegli artisti che è riuscito, attraverso i media, ad esprimere la vera vita del teatro.
Nel programma di Rai 1 ” Ballando con le stelle”, Albertazzi, l’anno scorso, ha sostenuto che la danza è l’amante del teatro, perciò ha portato sul palco di “Ballando con le stelle”, il teatro-danza, raccontando le opere degli avi scrittori della drammaturgia mondiale. Ecco chi è Giorgio Albertazzi, un’altra maschera che, con Eduardo De Filippo, è riuscito ad esplorare il vero significato del teatro e perciò ognuno di noi, come dice Albertazzi, “apriamo il mondo e apriamo i nostri sogni”.
Note editoriali
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