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Tra musica e teatro — Intervista a Pasquale Di Giannantonio

La voce di questa intervista

Pasquale Di Giannantonio

Professione
Musicista e attore teatrale
Provenienza
Cansano

Pasquale Di Giannantonio, musicista e attore teatrale, è al centro di questa conversazione sul tema: tra musica e teatro. Il dialogo ripercorre esperienze, scelte e riflessioni emerse nel corso dell’intervista, lasciando spazio alla voce dell’ospite.

Gli inizi e la passione

Quando hai iniziato il tuo percorso nella musica e del teatro? È stata una scelta dettata dal caso o dalla passione?

Giannantonio: È stata una scelta che ha mescolato le due componenti, in quanto da una parte ho un contesto familiare dove la musica è stata molto importante nella mia famiglia, dall’altra parte ho avuto l’opportunità di approfondire i miei studi.

Pasquale Di Giannantonio
Pasquale Di Giannantonio · ritratto dall’archivio di Voci dell’Arte

Quanto è importante il testo di una canzone?

Giannantonio: Innanzitutto sono un musicista classico e strumentale quindi il campo del testo della canzone non è di mia competenza, ma generalmente il testo di una canzone è di un’importanza fondamentale. Nel mercato di oggi probabilmente ha un valore considerevole perché ha un pubblico etichettato e deve rispondere alle esigenze del pubblico, ma nel campo della tradizione cantautoriale è di estrema importanza

Quando suoni, che cosa trasmetti al pubblico?

Giannantonio: “Questo si deve chiedere al pubblico dal momento che io cerco di fare un lavoro di analisi di repertorio, di studio e di dare una mia personale chiave di lettura che ha una finalità comunicativa ma, anche, di logica; quindi chi ascolta potrà leggere quello che vuole ma io, comunuqe, riesco a riportarlo in quel contesto storico dove è stato scritto. Quindi trasmettere un paesaggio, una visione che è epocata dalla stessa musica.

“È stata una scelta che ha mescolato le due componenti, in quanto da una parte ho un contesto famigliare dove la musica è stata molto importante nella mia famiglia, dall’altra parte ho avuto l’opportunità di approfondire i miei studi”

Sei d’accordo del fatto che gli artisti vengono scoperti dai talent show o dalle piattaforme digitali?

Giannantonio: Probabilmente i talent show sono una realtà in cui il talento viene orientato ad una finalità; quindi si sceglie, dove si vuole arrivare. Mentre per quanto riguarda le piattaforme digitali c’è una situazione simile alla realtà perché chiunque è libero di manifestare se stesso, quindi deve farsi scoprire dal pubblico; poi, è chiaro che c’è una compomente di studio preliminare di una certa occasione che, però, può incontrare la fortuna

Il lavoro sul palcoscenico

Tra i personaggi che hai interpretato a teatro, quale ti è rimasto più nel cuore e perché?

Giannantonio: Bella domanda.

Io ho frequentato il teatro no quello classico; ho studiato molto sui miti di Ovidio, come ben sai l’autore latino nato a Sulmona, abbiamo messo in scena alcuni spettacoli tratti dalle “Metamorfosi” di Ovidio, uno di questi spettacoli ho scritto e abbiamo girato nelle varie tournèe in tutta Italia ed ha avuto un bel successo; sicuramente il personaggio interessante è stato quello di Narciso che ama e odia se stesso, che non prende consapevolezzan di se stesso che si specchia e che combatte perché non riesce ad uscire nella propria dimensione, perciò questo segna un po’ la carriera degi artisti

Preferisci ruoli adatti alla tua persona o lontani dal tuo modo di essere?

Giannantonio: Ma probabilmente ogni lavoro richiede di avere un percorso specifico; quindi, è chiaro che, nel momento in cui c’è un personaggio che si avvicina alla persona, ci si diverte di meno, quindi preferisco ruoli lontani dalla propria personalità“

“Nel mercato di oggi probabilmente ha un valore considerevole perchè ha un pubblico etichettato e deve rispondere alle esigenze del pubblico, ma nel campo della tradizione cantautoriale è di estrema importanza”

Come immagini il futuro del teatro e della musica?

Giannantonio: Comunque questa è una cosa che tutti gli artisti direbbero; ossia ritornasse a dare a queste figure professionali la dignità che hanno; nel senso si mescolano realtà non professionali con realtà professionali, ed io lavorando, per scelta, in un territorio piccolo e marginale rispetto ai grandi centri di produzione, spesso mi imbatto a queste situazioni in cui il pubblico spesso non riesce a riconoscere a qualità o il lavoro che c’è dietro.

Quindi sarebbe bello da un lato che le istituzioni competenti sovvenzierasse in maniera più proficua credendoci veramente a questo settore, dall’altro canto mi piacerebbe che ci fosse un’educazione per i pubblici vari al riconoscimento della qualità

Quali sono i modelli a cui ti sei ispirato per diventare un’artista?

Giannantonio: Bhè i modelli miei sono non tanto persone o individui neanche della storia recente, ma a me il concetto della rappresentazione, musicale o teatrale, che è stato sempre un faro per me, quindi l’idea di vedere, di studiare, il concetto di teatro nel mondo greco, come significato di teatro collettivo, sicuramente è il modello di idea di teatro, di musica, di esibizione di formazione che ho maturato, quindi non c’è nessun modello a cui mi sono ispirato solo il concetto di idea

Ispirazioni e riferimenti

Qual è la colonna sonora del tuo percorso personale professionale?

Giannantonio: La colonna sonora! Le esecuzioni di repertorio rinascimentali di Jordi Savall che è un grandissimo interprete della musica antica, le cui sonorità, la cui attenzione dell’autenticità del tempo musicale sono inimitabili

Chi vorresti ringraziare per il tuo percorso personale professionale? Quali sono i progetti futuri?

Giannantonio: Vorrei ringraziare mia madre, mio padre che non c’è più, mia sorella che mi hanno sempre sostenuto e nel mondo della mia formazione, vorrei ringraziare la mia insegnante di conservatorio Letizia Guerra che è una delle più grandi chitarriste attualmente esistenti che ha fatto una grande carriera e come docente è una persona migliore che potessi incontrare non solo per la musica ma anche per la mia persona. Per i progetti futuri!

Io vivo qui in Abruzzo, in un piccolo paesino ed ho deciso di mettere al servizio, attualmente, non solo del patrimonio artistico, ma anche nell’ambito amministrativo e come hai già detto sono rientrato come assessore alla cultura del comune di Cansano, un piccolo comune in provincia dell’Aquila che ha tanto bisogno di lavorare di uscire dalle “selve” dell’Abruzzo e, contemporaneamente, ho scelto di spendere la mia professionalità nell’insegnamento, quindi credo che la mia figura come artista è diventata una figura di organizzatore di eventi, di formatore di testimone che questo ambito che è l’arte può dare una forma, anzi un approccio alla vita esistente del bene che ha voglia di mettersi al gioco

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