ITEN
← Torna al blog

La forza e la complessità dei personaggi femminili — Intervista a Nancy Brilli

La voce di questa intervista

Nicoletta “Nancy” Brilli

Professione
Attrice
Provenienza geografica
Roma, Lazio, Italia

Nancy Brilli, attrice, è al centro di questa conversazione sul tema: la forza e la complessità dei personaggi femminili. Il dialogo ripercorre esperienze, scelte e riflessioni emerse nel corso dell’intervista, lasciando spazio alla voce dell’ospite.

Gli inizi e la passione

Quali momenti ricordi come decisivi agli inizi della tua carriera?

Brilli: Sicuramente il mio debutto in “Se il tempo fosse un gambero”, momento in cui ho deciso che questo sarebbe stato il mio lavoro.

Nancy Brilli
Nancy Brilli · ritratto dall’archivio di Voci dell’Arte

Hai interpretato donne forti, coraggiose e sensibili. Quale personaggio senti più rappresentativo e che cosa lo caratterizza?

Brilli: Anemone in Manola di Margaret Mazzantini. Lo spettacolo parlava dei diversi modi sentire di due gemelle, che poi in fondo erano la stessa persona. L’ho molto amato, al punto che lo rifarei, vent’anni dopo.

Preferisci incarnare ruoli adatti alla tua persona oppure che sono lontani dal tuo modo di essere?

Brilli: Più sono diversi da me, più mi diverto.

“Per il cinema va meglio, anche se a farlo sono i sempre soliti, per il teatro ci si dovrà impegnare di più”

Considerata una delle attrici affermate nel cinema e nel teatro, che cosa hai riscontrato nel tipo di recitazione di queste due realtà diverse?

Brilli: Che sono diverse, appunto.

Il cinema e le sue storie

Hai interpretato Mirandolina ne “La locandiera” di Goldoni, che sto studiando con la mia accademia. Quanto è stato impegnativo comprendere ed esprimere le emozioni del personaggio?

Brilli: È stato molto stimolante. Soprattutto verificare se si potesse prendere una posizione condivisibile tra l’intento dell’autore la contemporaneità.

Nel 1990 hai ottenuto due premi importanti ( David di Donatello e Nastri d’argento) nel film “Piccoli equivoci” di Ricky Tognazzi. Cosa hanno simboleggiato questi due premi prestigiosi per la tua carriera artistica e di vita?

Brilli: Con tutto il rispetto, favolosi reggiporte.

“Sicuramente il mio debutto in “Se il tempo fosse un gambero”, momento in cui ho deciso che questo sarebbe stato il mio lavoro”

Come immagini il futuro del cinema e del teatro?

Brilli: Che c’è molto da fare. Per il cinema va meglio, anche se a farlo sono i sempre soliti, per il teatro ci si dovrà impegnare di più.

Quali sono i modelli a cui ti sei ispirata per diventare una grandissima attrice?

Brilli: Ispirata, a nessuno. Mi è sempre piaciuta Mariangela Melato.

Ispirazioni e riferimenti

Qual è la colonna sonora del tuo percorso personale professionale?

Brilli: Non ne ho.

Chi vorresti ringraziare per il tuo percorso personale professionale? Quali saranno i tuoi progetti futuri?

Brilli: Professionalmente senz’altro Pasquale Squitieri per il primo film, e Garinei/Fiastri/Trovajoli/Miseria per il primo spettacolo. Ricky Tognazzi per Piccoli Equivoci e Mazzantini per Manola. Gli impresari Lucio Ardenzi e Massimo Chiesa. I fratelli Vanzina. Giorgio Capitani. Per la vita, tante persone, ma è un elenco privato che tengo nel cuore.

Intervista di Mariateresa L’Abbate
Versum Design