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La comicità, l’imitazione e il palcoscenico — Intervista a Francesca Cirone e Gigi Di Staso

La voce di questa intervista

Francesca Cirone e Gigi Di Staso

Professione
Attori e comici
Provenienza geografica
Bari, Puglia, Italia

Francesca Cirone e Gigi Di Staso raccontano il loro percorso nel mondo dello spettacolo e il lavoro insieme. Dal cabaret all’imitazione, dalla televisione al teatro, la conversazione esplora le forme della comicità e il rapporto con il pubblico.

Gli inizi e la passione

Come avete iniziato la vostra carriera artistica? Che cosa è stato per voi il mondo del teatro e del cinema?

Cirone e Di Staso: G: “Vorrei iniziare a parlare della mia carriera artistica con Francesca, per me è un nuovo inizio. La mia carriera è iniziata molto presto, quando ero nel grembo di mia madre, ma ho avuto la fortuna di incontrare molte persone che mi hanno obbligato negli anni ’80 di restare a Milano. Ho fatto tanti passi e ho avuto la fortuna di incontrare Mike Bongiorno, Enrica Bonaccorti e tanti altri. Ecco io sono nato come personaggio di Italia 1 con il gruppo di “Drive In”.

Ero considerato il “ragazzo di bottega” che con Greggio e Beruschi ho imparato tutti i trucchi del mestiere fino ad arrivare al programma “Gommapiuma” dove doppiavo i pupazzi e al successo con le imitazioni. Poi ho incontrato Francesca”. F: ” Io sono entrata nel mondo dello spettacolo nel lontano 1997. Diciamo che ho iniziato come hostess di ufficiale di congressi (hostess di un famoso albergo di Bari). Poi hostess, sai di quei programmi di televendite su Tele-market?! fare serate dal vivo come valletta etc etc…..

La mia prima apparizione televisiva è stata con il mio personaggio di Jessica Viccio che la porto in scena tuttora, ed è stato nel 2003-2004 in una televisione locale ( allora Teleregione) nella trasmissione “Corriere espressino”. Ho iniziato come autrice, mi è sempre piaciuto stare dietro le quinte, anche se non potrei stare perché porto una settima ( scherzo naturalmente), ho scritto testi per Gigi e altri attori nazionali.

Poi l’incontro con Lia Cellamare ( l’ho conosciuta prima lei nel 1997, poi si è trasferita a Casamassima e ci siamo ritrovate), lei mi ha proposto di fare il provino per il laboratorio di “Zelig” ( famoso programma di canale 5 condotto da Claudio Bisio) ho accettato di farlo e siamo state prese; quindi è nata questa coppia artistica tra me Lia Cellamare; poi, come tu sai molto bene, lei si è trasferita a Roma e adesso sono in coppia artistica con Gigi portando in scena il “GF show””.

Francesca Cirone e Gigi Di Staso
Francesca Cirone e Gigi Di Staso · ritratto dall’archivio di Voci dell’Arte

Francesca tu hai detto che hai iniziato a fare Cabaret con Lia Cellamare, nel laboratorio di “Zelig” nel 2015. Gigi, tu invece, sei stato lanciato nel lontano 1981 da Rita Pavone suo marito Tedi Reno ed hai fatto tante fiction. Tra tutti i personaggi eterogenei che avete interpretato, qual è quello che vi è rimasto nel cuore? Quali sono gli attributi che lo caratterizzano?

Cirone e Di Staso: G:” Per quanto mi riguarda io iniziai imitando il grande attore partenopeo Totò e continuo ad imitarlo tuttora facendo un programma pubblicitario. Totò, come ben sai, è l’enciclopedia dello spettacolo e tutti hanno sfogliato le pagine di questo personaggio perché ha insegnato tutto quello che si poteva insegnare nel mondo della comicità.

Poi ho avuto la fortuna di avere due padrini, ovvero una madrina come Rita Pavone un padrino come Tedi Reno che mi hanno dato consigli a non finire mi hanno portato su molto bene;

Del resto come ha fatto anche Mike Bongiorno che mi disse (” Weilà che bravo che sei cerca di stare con i piedi per terra, devi sapere che nella vita non si finisce mai di imparare”), tutti questi consigli sono definiti saggi e questi consigli vorrei trasmettere a te, Mariateresa, e a tutti quei giovani artisti che vogliono intraprendere la carriera artistica e dico sempre che i tempi sembrano facili perché c’è tanta televisione quindi c’è tutto, però il difficile è restarci ed inoltre oggi c’è troppo consumismo e quindi il personaggio viene usato come un personaggio che viene sfruttato e poi buttato via;

Vediamo trasmissioni come “Grande Fratello”, dove ci sono all’interno anche dei ragazzi che vengono dalla scuola di teatro che ho conosciuto, che però sfruttati e vengono buttati di qua e di là; dunque il consiglio che vi posso dare cercate sempre di portare sempre a casa un piatto di pasta e fagioli ( ironicamente di studiare di avere voglia di fare questo lavoro che ti piace) e ripeto i tempi sono facili ma non lo sono”.

F: ” Io sono nata con Jessica Viccio, come ti ho detto, che è un’attrice di un certo peso e di un certo spessore, anche perché è la regina delle donne in carne. Devo dirti che sono partita da un blog che si chiama “Cucina tu che a mangiare ci penso io”, mi ha aiutata tantissimo perché come ti ho detto in precedenza io ero un hostess di congressi e per motivi di salute ho preso peso: allora mi dico? “Che faccio? Vado in depressione oppure mi aiuto con l’autoironia?”.

L’autoironia ha funzionato e adesso sono una strafiga della Madonna e quindi, come ti dicevo, la paladina della donna in carne dove la gente sul blog mi chiede consigli ( io peso tot come devo fare etc..), adesso lo porto anche in teatro e anche in scena. ( G: “Io ormai sono la sua spalla ed inoltre lei è la parte comica del nostro show che dura un’ora ed è un musical in miniatura, chiamiamola così perché facciamo di tutto cabaret, musica e imitazione facciamo sosia di Mina e Celentano e questo spettacolo è da non perdere.

Ci commuoviamo e diciamo che è uno spettacolo da vedere.”). Questo è il mio personaggio che ho sempre portato nel mio cuore

Gigi che differenza c’è tra imitazione ed improvvisazione?

Cirone e Di Staso: G: “A volte l’imitazione può diventare improvvisazione. A me è capitato una serata per esempio quando è venuto meno un collega per cui mi hanno detto “Allunga allunga finché puoi”. Ovviamente non posso fare tante imitazioni di Adriano Celentano, oltre 15 pezzi del suo CD; quindi cosa ho fatto sono sceso in platea e ho improvvisato in modo che sentivo le voci degli altri e contemporaneamente ripetevo la loro voce. Quindi c’è stato un momento di ilarità e divertimento da parte del pubblico.

L’improvvisazione beh ci devono essere delle forti basi per improvvisare soprattutto sapere dove andare a parare ogni volta, poiché si parte da un argomento e però il comico sa sempre come portare un punto dove decide lui. perché non è sempre proprio improvvisazione ma è qualche cosa che è già preparato (F: “Comunque l’improvvisazione è preparazione. Se non sei preparato non puoi improvvisare”)”.

“Quindi c’è stato un momento di ilarità e divertimento da parte del pubblico”

Francesca che differenza c’è tra fiction e sit-com?

Cirone e Di Staso: F:” Beh io credo di essere portata proprio per le sit com, per quanto riguarda le fiction è Gigi che si propone. Nel mondo del cinema non ho avuto esperienza in quanto vedi…. è Gigi insegna, come sai bene, bisogna avere una dizione perfetta.

Avrei voluto fare qualche corso ma essendo cabarettista giustamente lui mi dice “non fare corsi di dizione altrimenti ti rovini la carriera, perché tu vai bene così naturale quindi sei comica”. (G:”A volte il teatro questo è; oppure impara l’arte ma rimani così come sei perché lei è comica e naturale. Il comico lo riconosci subito perché ha la cadenza in primis e poi ha la battuta pronta.

Ecco perché lei ha queste caratteristiche, allora non volevo snaturarla come lo sono io, cioè avere una voce impostata oppure una perfetta pronuncia italiana).

Il pubblico e il linguaggio della comicità

Vi sentite attori comici o attori drammatici?

Cirone e Di Staso: G:” Allora c’è sempre un po’ di drammaticità nel comico comunque. Il comico, in fondo, si esprime diventa comico perché ha proprio la base di problemi”. F: “Come ti avevo detto, appunto il personaggio di Jessica è nato con una mania problematica, quindi comunque il comico è il classico personaggio del clown e quindi è una maschera. Io, nella vita reale, sono sempre stata positiva… sempre”.

Nella Commedia d’arte, nata con Terenzio e Plauto, l’attore è l’ideatore della messinscena ed è qualche volta in sintonia con il drammaturgo. nel teatro e del cinema, il rapporto tra drammaturgo e l’attore diventa sempre solidale oppure ci sono discordie tra le due parti?

Cirone e Di Staso: G: “Discordie giusto che ci siano perché sono modi vedere in forme diverse. A me è capitato, per esempio, quando giravamo “Gommapiuma” programma di satira politica di canale 5, dove io facevo alcune variazioni ai testi per farli più miei, cambiamenti che all’autore sono piaciuti, altri non accettano certe variazioni, mentre il drammaturgo ha delle regole molto precise ed ha una scrittura ben precisa e non vuole che fuoriesca da certi canoni.

Infatti se guardiamo i registi del Neorealismo hanno ben precise determinate idee, come Vittorio Gasman, e quindi uscire da certi canoni indispettiva un po’ il regista che si incavola”.

F: ” In realtà sono sceneggiatrice autrice dei testi che porto in scena; devo dirti, ho preso dei consigli, sono anche cresciuta e devo ringraziare il mio mentore Francesco Monteleone perché io con lui ho lavorato a TeleBari in un programma di satira politica del 2007 e mi ha insegnato qualcosa nella scrittura, più che altro i contenuti poiché io sono più che altro battutista, in quindi tra noi si è creato un connubio perfetto quel suo lato lato drammatico/culturale, con all’interno la battuta creando così qualcosa di magico.

A dimostrazione che sia l’attore che il drammaturgo possano collaborare tranquillamente insieme però devi trovare, come ha detto Gigi, quella predisposizione alla collaborazione”.

“G:” Per quanto mi riguarda io iniziai imitando il grande attore partenopeo Totò e continuo ad imitarlo tutt’ora facendo un programma pubblicitario”

Il teatro pirandelliano, lo conosciamo tutti, ha una caratteristica importante: insegna l’idea dell’umorismo. La poetica dell’umorismo sostiene la differenza tra persona/personaggio-maschera. Secondo Pirandello, il personaggio è colui che recita la parte dettata dalla società e che crea il verosimile. Il vostro teatro ( definiamolo ironicamente Distasiano) si accosta molto alla poetica dell’umorismo di Pirandello?

Cirone e Di Staso: G: ” Beh sotto certi aspetti certissimo, noi possiamo definirci “Uno, nessuno e centomila ( famoso romanzo di Pirandello del 1926)” nel nostro spettacolo e proprio perché “Uno” è Francesca ( il personaggio), “Nessuno” ( Nessuno sono tanti volti che si affacciano e cerca di distinguere) e “Centomila” ( sono le imitazioni durante le serate) e ci sono cambi di scena. ” F: “Nello spettacolo c’è molto più di autobiografico, quindi io sono maschera e non, sono molto trasparente in quello che faccio e ritengo che siamo molto bravi, tu dici perché?

Perché noi entriamo così bene nel personaggio che la gente a volte odia Gigi perché molte volte nello show mi prende in giro, non capendo che è una semplice parte che interpreta nello spettacolo”. (G: ” Ecco io vorrei diventare il “Fu Mattia Pascal”).

Quali sono i modelli a cui vi siete ispirati per diventare grandi attori?

Cirone e Di Staso: G:” Io ne ho tanti, ho preso un po’ da molte persone. Il mio modello è stato Enrico Montesano che l’ho visto come si muoveva in scena e il mio mentore è stato Gigi Proietti perché l’ho sentito non solo nel doppiaggio, ma visto anche in teatro. Io ho capito la grandezza di questo attore, uno che canta, che doppia, recita e fa comicità insomma: straordinario.

Si lo è stato Gassman per certi versi ( perché produceva i testi di Dante da testi tedeschi), però Proietti lo definiamo un artista completo che va oltre tutto questo “. F:” Nel mio caso è semplice. Io non mi aspettavo di fare questo tipo di mestiere, come ti dicevo prima fare la sceneggiatrice autrice sì, ma stare su un palco no.

Devo dirti che da ragazzina, sembrerà assurdo raccontartelo, guardavo per esempio il film “Professione Vacanze”, film di Jerry Calà girato nel villaggio turistico Cala Corvino a Monopoli, e vedevo, per la prima volta, una ragazza simpatica, cicciotella era lei: Francesca Antonaci in arte Gegia che colpiva più per la sia simpatia, allegria e solarità che per la sua fisicità! Poi la famosa Sconsolata ( in arte Annamaria Barbera) dove io mi sono proprio riconosciuta.

Questo mestiere non l’ho voluto mai fare proprio per colpa di Gigi, perché quando hai davanti a te un mostro sacro veramente ti senti piccola piccola piccola perché tu dici ma dove vado io e quando ho iniziato lavorare con lui e con Lia Cellamare, piano piano sono cresciuta ( G:” Francesca non devi scoraggiarti tu sei bella e soprattutto rimani come sei e piaci ad ogni fascia di età”).

Oltre a Gegia e ad Annamaria Barbera, ho preso un po’ da Lia e dagli insegnamenti di Gigi, però non so se è presunzione o modestia, non ritengo che ci sia un personaggio come me perché essendo, ti ripeto, un personaggio autobiografico, sono io e sono me stessa”.

Il presente e i progetti

Qual è regista italiano con cui avete lavorato e chi vorresti ringraziare che volete ancora lavorare con lui?

Cirone e Di Staso: G:” Beh qualsiasi regista, anzi mi ha dato qualcosa che rimane. Io devo ringraziare Lorenzini, Beppe Recchia, Mario Bianchi che è stato il primo che ho conosciuto, poi per quanto riguarda le fiction ci sono tanto registi, ancora tuttora da settembre abbiamo lavorato con altri registi ed ognuno di questi mi ha insegnato qualcosa.

Io non nascondo che il regista Alessandro Pondi, il regista del film “Chi m’ha visto con Beppe Fiorello e il neo-conduttore di Sanremo Pier Francesco Favino, dove ho fatto un audizione non mi ha preso però mi ha detto che non andavo bene per quella parte ed allora ho chiesto consiglio anche a lui, ma non solo consigli ma anche suggerimenti per comprendere quelle magie nuove che oggi ci sono altre tecniche per realizzare un film.

Invito a tutti i ragazzi, anche a te Mariateresa ( ma preferisco che tu facesti la giornalista dello spettacolo e anche la critica perché sei molto brava con le domande), che volete entrare a far parte del cinema, del teatro e dello spettacolo anche nel guardare nel passato, rivedendo vecchi spezzoni, oggi Youtube ti dà una grandissima opportunità di vedere questi filmati, guardate osservate attentamente cercate di ispirarvi qualcosa é meglio che potete”.

F: ” Io nel mio caso posso pararti di registi televisivi perché esperienze cinematografiche non ho mai fatte. Ti posso parlare del grande Vito Capuano, regista di Telenorba, che ha curato la regia di un programma di cui ho fatto parte dal titolo “Il buongiorno si vede dal camerino”, regista fantastico e vorrei lavorare ancora con lui e ad avere giusti consigli”.

Chi volete ringraziare per il vostro percorso artistico? Quali saranno i vostri progetti futuri?

Cirone e Di Staso: F:” Inizio io. Voglio ringraziare il mio mentore Francesco Monteleone, che ha creduto in me dal punto di vista televisivo e, chi ha creduto in me fin da subito e spronata è senza dubbio Gigi. Ringrazio Leo Zani di Telenorba che mi ha creduto in me dopo avermi vista al laboratorio di “Zelig” mi ha voluta nella sua trasmissione “Il buongiorno si vede dal camerino” e mi ha vista al laboratorio di “Zelig” ed ha detto “voglio te nella mia trasmissione” e la mia amica del cuore Lia Cellamare”.

G: “Io vorrei ringraziare un’infinità di persone, ma due persone in particolare che sono su in cielo ed entrambi si chiamano Franco uno di questi a cui sono legato è Franco Catulé ed è stato manager di Mike Bongiorno ed è stato il mio manger per tanti anni, Franco mi ha portato in America insieme ai Pooh, ad Umberto Tozzi, ho fatto cose belle con lui e soprattutto è stato lui che mi ha inserito nel mondo di canale 5;

Poi Tony Toscano e mi dispiace di aver perso un’amicizia con un collega di cui non cito nome cognome anzi è top secret.” F: “Vogliamo ringraziare io e Gigi soprattutto perché è stato colui che sia ha fatto incontrare sia a livello artistico e sia a livello personale Franco Meazza ( G:”Il secondo Franco di cui ti ho accentato prima”), che nella sit-com “Melenza” suonava la batteria, che ha lanciato Gigi e che ha creduto in lui ( G: “Io sono cresciuto con lui perché mi ha dato qualcosa di speciale”).

Lui ha anche creduto in me mi ha lanciata dall’epoca in cui facevo l’hostess facendomi conoscere Gigi e da 19 anni che siamo insieme” F: “Come progetto per il futuro stiamo girando adesso un video clip e soprattutto il nostro GF show e grazie Mariateresa per questa intervista queste domande sono impegnative ed intelligenti”. G: ” Mariateresa anche se non ti vedremo in scena, ma come giornalista vai a gonfie vele. Le tue domande sono incalzanti e davvero interessanti. Auguri per tutto”.

Intervista di Mariateresa L’Abbate
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